Ricci (CRO Inter): "Oaktree investe, altro che riduzione dei costi. L'uscita dalla Champions non cambia nulla"
Nel novembre 2014, poco dopo l'insediamento di Oaktree, Giorgio Ricci è stato nominato Chief Revenue Officer dell’Inter. con l'obiettivo di portare avanti un progetto a lungo termine nel rispetto di sostenibilità e crescita. Un percorso che ha come punto intermedio il 2031, l'inaugurazione del nuovo stadio a Milano. Nel mentre, il club ha raggiunto il primato finanziario in Italia. Di questo e altro il CRO nerazzurro ha parlato in una lunga intervista concessa alla Gazzetta Sportiva di cui viene di seguito proposta una parte: "Il bilancio finora è molto buono. Sono tornato in una realtà che già conoscevo ma che ho trovato profondamente diversa. Ci sono grandi prospettive, grandi ambizioni, una proprietà solida che ha le idee molto chiare e la volontà di far crescere il club. Sono entrato all’inizio di una stagione che, pur non traducendosi in titoli sportivi, ha avuto una valenza molto strategica, esponendo l’Inter, nell’arco di tutta l’annata fino alla finale, sul palcoscenico globale più importante a cui possiamo avere accesso oggi, cioè la Champions League. E la partecipazione al Mondiale per club ci ha consentito di costruire un piano di presenza e di attivazioni su un mercato strategico come quello americano".
Si passa poi a parlare del nuovo San Siro, ancora da sviluppare: "L’incremento del business legato a un nuovo impianto deriva soprattutto dal potenziamento delle aree collegate ai servizi. È chiaro che migliora l’esperienza generale degli spettatori, perché ristoranti, negozi e museo sono per tutti, ma si va soprattutto ad aumentare l’area premium, che salirà al 15% della capienza, rispetto all’attuale 3-4%. In un impianto da poco più di 70mila posti, poco più di 10mila saranno dedicati ai settori hospitality. La crescita dei ricavi arriverà anche dai naming rights”.
Ovviamente il club nerazzurro sta spingendo sul fronte internazionale, dove c'è molto più terreno da battere per continuare a crescere: “Dobbiamo concentrarci sul nostro piano di sviluppo, sapendo benissimo che il traino è dato dall’esposizione offerta dalla Champions. Quest’anno il percorso si è interrotto presto, ma la cosa che più conta è avere una presenza continuativa: qualificarsi sempre alla Champions è più importante che arrivare un anno in finale. Abbiamo un brand forte, dobbiamo fare leva su questo, cercando di preservare il suo posizionamento unico. Prendiamo il caso del Psg, che, come noi, non beneficia di una grande spinta dal mercato domestico. Ecco, Inter e Psg vantano le stesse audience a livello globale. Se noi paragoniamo le nostre audience ai club che ci stanno davanti a livello dei ricavi, le distanze sono minime. Questo dimostra che l’interesse c’è”.
A proposito di Champions League, l'uscita di scena dell'Inter ai playoff non peserà sul progetto finanziario: “Si sbaglia se si fa leva commerciale sul momento: conta la storia che racconti. Parliamo di un club che viene da un percorso solido a livello sportivo. Il risultato di quest’anno fa parte del gioco. A livello di business è molto più importante avere già la quasi certezza di essere in Champions anche nella prossima stagione. Soprattutto, l’eliminazione non modifica i piani di sviluppo della proprietà, che ha una visione abbastanza chiara”.
Buone notizie anche sul fronte delle sponsorizzazioni, con brand sempre più importanti che si legano all'Inter: "L’anno scorso, grazie ai risultati sportivi, si è raggiunto il picco: per la prima volta due voci strutturali dei ricavi, stadio e sponsorship, hanno superato la soglia dei 100 milioni a testa. Chiaramente la crescita annua non può avere gli stessi ritmi percentuali, anche perché esistono accordi pluriennali. Abbiamo cercato di coinvolgere realtà che non soltanto portassero investimenti economici ma che fossero anche partner con cui elevare il livello di associazione di brand. Vanno in questa direzione gli accordi con Byd, Red Bull, Budweiser e Coca-Cola. Questa è una stagione di consolidamento, in cui abbiamo puntato a portare la componente variabile ottenuta nel 2024/25 alla base. Al netto dei risultati, l’incremento è superiore al 10% per i nuovi contratti”.
Infine, uno sguardo sul futuro e sulle prossime strategie: “A parte lo stadio, sono stati pianificati investimenti per circa 100 milioni per il potenziamento dei centri d’allenamento. Ciò è importante non solo per arricchire il patrimonio immobiliare del club, ma anche nell’ottica delle partnership. Continueremo a investire sul marchio per aumentare la rilevanza internazionale, con un focus molto forte sul mercato nordamericano, oltre a rafforzarci nei territori in cui l’Inter è già posizionata bene, cioè Medio Oriente ed Estremo Oriente. La proprietà tiene tanto alla crescita commerciale e ha dato l’ok a una serie di investimenti sul brand, sul digitale, sui contenuti. Altro che riduzione dei costi".