Segnali inequivocabili dalla Capitale: la prova generale dell'Olimpico sorride ai campioni d'Italia
Il match di mercoledì prossimo sempre all'Olimpico e sempre tra Lazio e Inter sarà un incontro certamente diverso da quello visto ieri pomeriggio nella Capitale tra la squadra di Maurizio Sarri e i campioni d'Italia di Cristian Chivu. In attesa di sapere chi si aggiudicherà la 79esima Coppa Italia tra le due, la prova generale è andata in scena e non ha sorriso molto ai padroni di casa che giocheranno a tutti gli effetti da ospitanti anche l'ultimo atto della suddetta competizione. Posta in palio altissima per i capitolini che dovranno mettere il bastone tra le ruote tra l'Inter e il doblete per salvare una martoriata stagione che ieri pomeriggio ha visto scrivere una pagina che il tecnico biancoceleste a fine partita ha definito tra le varie cose anche 'umiliante', sì riferendosi all'assenza di tifo, ma che per certi versi trasla anche nella narrazione di un match - a suo dire - indirizzato più da demeriti dei suoi che dai meriti degli avversari. Il pre-finale si prefigura croccante, quantomeno su sponda romana, dove Sarri manda segnali inequivocabili alla sua squadra, uscita ieri sera da uno 0-3 che non ha lasciato molto da commentare.
Non molto che non sia nerazzurro, perché la squadra di Cristian Chivu ha realizzato tre reti una più bella dell'altra e sul blocknotes degli appunti la parola da sottolineare è devastante. L'Inter è famelica e se fino alle 17.59 qualcuno aveva pensato che i festeggiamenti di domenica scorsa potessero aver appagato i campioni d'Italia, alle ore 20.00 quel qualcuno è stato costretto a cambiare idea. Nessuna sazietà: sarà per via di un coro troppo bello da sentire, sarà per la voglia di continuare ad esultare, sarà per via di numeri che i meneghini vogliono aggiornare, la capolista continua a volare. Lo fa ritrovando il capitano che, dopo il breve ma intenso come-back con i giallorossi di Gasp dopo l'infortunio di Bodo, ritorna contro gli altri romani, i laziali di Sarri e graffia subito il tabellino con una rete che apre le danze con un tango argentino, ma parla anche francese. Gol del Toro e assistenza del Tikus: da rimessa in gioco di Bisseck, Thuram di testa mette in mezzo per il fulmineo capitano che manda a tappeto un poco aiutato Motta, lasciato spesso 'indifeso' dai suoi. Ci mette sei minuti Lauti a fare la cosa che più desiderava: segnare. Una fame appagata ma solo in parte per l'argentino che non vedeva l'ora di tornare e come promesso dal mister ha scaldato le gambe per sessanta minuti in vista dell'ultimo grande appuntamento stagionale. Gambe ma anche feeling con il compagno Thuram, esattamente come sperava Chivu che nel pre-match aveva candidamente ammesso: "Lautaro ha bisogno di Marcus. Vediamo se si trovano in campo”. 'Esperimento' (tra tante, tantissime virgolette) riuscito: la ThuLa si è ritrovata ed è tornata ad abbracciarsi.
A fare bella questa capolista non è solo la coppia d'attacco, ma anche la solita 'macchina da gol aggiuntiva', che con corsa, classe e qualità aggiunge legna e numeri a quelli portati in cascina dal 9 e il 10 di Chivu. E al gol del vantaggio di Lautaro segue quello di Petar Sucic: rete che vale il prezzo del biglietto che nasce da una délicatesse finissima tra Lautaro e Diouf che danzano ai danni di una difesa di casa che fa acqua da tutte le parti e finisce col subire un gol delizioso da uno splendido cioccolatino che candida Sucic a un ruolo di coprimario che gli sta stretto e per il quale il buon Mkhitaryan con il gol dello 0-3 ha ha dato un assist, ma questo è un futuro un po' più distante. Intanto testa a mercoledì, quando la concentrazione e la fame dovranno essere uguale a quelli di ieri e qualcosa in più per una gara che in palio avrà giusto qualcosina in più. Citazione finale tutta per Mattia Mosconi: il ragazzo del 2007 che ieri ha vissuto l'onore del debutto in Serie A non ha fatto una semplice comparsata ma ha deciso di animare il finale con quella splendida giocata con Luis Henrique che per poco non si è tramutata nel quarto gol. Moscow Mule (cit. Barella), che ha incassato anche i complimenti di capitan Lautaro dopo la partita, ha fatto capire di non essere al passo dei compagni più grandi solo nelle danze in spogliatoio, anzi...