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Strama in conferenza: "Dura senza attaccanti. Non allenerò l'Under 21"

di Fabio Costantino
Fonte: Dall'inviato

Andrea Stramaccioni, dopo il giro (piuttosto articolato) davanti alle telecamere, si presenta in sala conferenze per commentare il pesantissimo tonfo interno contro l'Udinese, che chiude malamente una stagione disgraziata. FcInterNews.it è presente e vi propone le sue dichiarazioni: 

Più volte aveva detto che bisognava fare esperienza alla velocità della luce, quest'anno le ha viste tutte...
"Per me è stato un anno difficile a livello personale, ho sempre cercato di fare il poco che so fare. Questa sera è l'emblema di un periodo difficilissimo anche se non è un commento bellissimo dire che non si vedeva l'ora di girare pagina, senza disperdere le cose buone. Mi riferisco ad alcuni giocatori che non dovrebbero essere travolti da negatività, dobbiamo proteggere noi chi dovrà ripartire. Altrimenti rischieremmo di perdere un anno anche nella costruzione".

Nel 2006 anche con Mancini ci fu una contestazione, poi lui convinse Moratti a tenerlo e vinse. E' un buon precedente per te?
"Quello che devo dire al presidente l'ho già detto, anche ieri sera che non stava bene è stato in Pinetina per star vicino a noi e far vedere che anche alla vigilia di una partita poco importante c'era. Lui sa quello che penso e so quello che pensa lui, ma deve essere lui a parlare".

Tu hai sempre difeso i giocatori, ti senti di dire lo stesso stasera?
"Abbiamo commesso due gravi errori sui primi due gol. Poi l'Inter ha avuto un discreto momento di reazione, prima del bel gol di Di Natale. Oggi però eravamo 16 indisponibili, tutti i difensori centrali. Se parti 0-2 con l'Udinese poi loro sfruttano gli spazi e ci hanno messo in difficoltà".

C'è qualcosa che non rifarebbe?
"Di cose che potrei far meglio ce ne sono state, ne ho parlato con il presidente. La parte finale è stata connotata da situazioni particolari, ma noi potevamo fare meglio. Non voglio tirarmi indietro, non lo farò mai. Dobbiamo guardare dentro casa, non ripetere gli errori sarà la base da cui ripartire".

Quando Moratti ti ha chiamato hai acquistato credibilità, hai fatto bene e poi è successo quello che è successo. Pensi di aver perso questa credibilità? Dopo la partita hai sentito Moratti?
"Dopo la partita non ho acceso neanche il cellulare, onestamente non l'ho sentito. Di solito quando è allo stadio passa lui. Quando i giudizi su di me erano gonfiati dicevo che la valutazione di un allenatore è complicata, vanno tenute conto diverse cose. Nella seconda parte della stagione di fronte a situazioni di necessità ci sono state situazioni difficili da gestire, soprattutto nella gestione tattica. La mia difficoltà principale è stata l'assenza di tutti gli attaccanti insieme, come se potessi porre rimedio ai gap negli altri reparti. Gli attaccanti erano stati la nostra forza nella prima parte della stagione, ma non vorrei giudicare il solo Rocchi che ha dato tutto. Davanti però personalmente ho fatto fatica".

Dice di conoscere il suo futuro ma che gli annunci li fa Moratti?
"Ho detto che so cosa pensa il presidente del futuro dell'Inter. Il mio futuro fa prte di quello dell'Inter, so che mi ha detto finora. Lui è sovrano per tutti, conta solo la sua parola. 

Domanda di FcInterNews.it: dopo la partita di stasera hai le idee più chiare sui giocatori che non sono da Inter?
"La partita di questa sera non è giudicabile, le idee la società le ha chiare, sa come ricostruire. Saranno prese decisioni difficili, poi c'è un dato innegabile che è quello numerico. La rosa dell'Inter che non fa l'Europa non sarà di 28 elementi".

Si dice che tu saresti un ottimo ct di una selezione italiana, dove ti vedi?
"Mister Sacchi sa cosa penso, io mi vedo sulla panchina dell'Inter. Sacchi provò un anno fa a offrirmi una nazionale giovanile, sono lusingato e lo ringrazio, ma gli ho illustrato che mi piace allnare una squadra che gioca ogni domenica. Lui mi ha detto che è la stessa cosa che pensava alla mia età, e io gli ho detto: 'perché me l'hai chiesto?".

C'è il rischio che nella prossima stagione penda una spada di Damocle sulla tua testa?
"Ne avevo parlato, ma non l'ho detto per alibi, ho grande convinzione e voglia di dimostrare quello che non sono riuscito a dimostrare quest'anno. Siamo arrivati noni in una stagione drammatica, siamo rimastisempre uniti, c'è stato sempre impegno anche in situazioni drammatiche. Normale che nella mia test sogni di mettere in campo quello che siamo riusciti a fare fino a Natale, dando soddisfazioni ai tifosi. Questo è quello che Stramaccioni vuole. Giusto che oggi ci siano scetticismo e rabbia, ma è normale che esista sempre una spada di Damocle sull'allenatore dell'Inter. Ma lo sappiamo tutti, compreso il presidente che mi ha affidato questo incarico".

 


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