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Suwarso: "Pochi italiani nel Como? Potevamo volere Barella però costa"

di Christian Liotta
Fonte: TMW

Prima dell'inizio della partita tra Sassuolo e Como, Mirwan Suwarso, presidente del club lariano, è stato protagonista insieme all'amministratore delegato neroverde Giovanni Carnevali di una tavola rotonda all'interno del Mapei Stadium dal titolo: 'Il calcio del futuro, tra modelli, idee e responsabilità'. Nel corso del suo intervento, Suwarso ha toccato anche il tema dell'assenza pressoché totale di giocatori italiani nella rosa di Cesc Fabregas: "Non credo sia un problema solo del Como, il Milan ha solo Matteo Gabbia e Davide Bartesaghi... Parliamo del Milan, uno dei più grandi club italiani, non è un problema solo del Como ma anche degli altri grandi club. È un problema anche per i pagamenti e le modalità di pagamento, acquistare all'estero è differente, puoi pagare in differenti rate. Quando abbiamo avuto l'occasione abbiamo preso ad esempio Belotti a parametro zero. Poi bisogna adattarsi allo stile dell'allenatore. Magari potevamo volere Riccardo Orsolini del Bologna, Alessandro Parisi della Fiorentina, Alessandro Bastoni o Nicolò Barella dell'Inter ma i costi sono elevati. Così dobbiamo continuare a puntare anche sul settore giovanile per avere più italiani in futuro”.

Il tycoon indonesiano ha anche parlato del progetto giovani studiato dal suo club e delle ambizioni future: "È partito da poco, alcuni giovani sono nel giro delle nazionali giovanile, due anche con l’Italia. Siamo molto pazienti, stiamo investendo ma già nei prossimi cinque anni speriamo di riuscire a vedere i frutti dei nostri investimenti. Il calcio è molto diverso rispetto agli altri tipi di business, ci sono molti più ostacoli, se uno vuole crescere come ha fatto il Como bisogna essere creativi e innovativi ma anche molto equilibrati sapendo le difficoltà e il mondo in cui ti trovi. Poi il calcio è anche business e abbiamo pensato ad aumentare il fatturato, abbiamo tanti prodotti di consumo, il merchandising, e anche il turismo per noi con il Lago di Como può essere un grande di forza. Noi possiamo anche essere un modello per altri sport, non soltanto per il calcio, ma il brand legato al Lago, la squadra, il merchandising, per provare poi ad esportare all’estero questa idea".


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