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Timidi sondaggi da B e C: fino al Parma nessuno credeva in Chivu

di Simone Togna

Oggi è l’allenatore campione d’Italia. L’uomo del momento. Il tecnico capace di aver ricomposto uno spogliatoio a pezzi, o quantomeno assolutamente giù di morale, conducendo i suoi ragazzi alla vittoria di uno Scudetto in carrozza. E forse pure di una storica doppietta, chissà. L’attualità osanna Cristian Chivu. Ma sicuramente a livello professionale non è sempre stato tutto rose e fiori per il rumeno.

Dopo infatti aver conquistato lo Scudetto con la Primavera dell’Inter – e qui fa va fatto un altro sincero plauso al classe 1980, perché vincere è sempre difficile, tanto che il suo ultimo anno nelle giovanili nerazzurre si concluse con l’eliminazione nella semifinale Scudetto -, Chivu decise che fosse arrivato il momento di mettersi alla prova con i grandi. A fine annata 2023/24 insomma era libero, in cerca di qualche opportunità lavorativa. Ebbene, a eccezione di qualche sondaggio – timido a dire il vero – di squadre di B o Lega Pro in Italia, oltre alle avance di alcuni club stranieri, nessuno in concreto decise di puntare davvero su di lui.

In sostanza il mister che oggi ha cucito il Tricolore sul petto era un disoccupato di lusso, con molti addetti ai lavori che evidentemente non credettero nelle sue qualità. Questo almeno sino al Parma (febbraio 2025), con Chivu che arrivò nella città ducale con la squadra che aveva già un piede in B, riuscendo anche con le sue intuizioni e il suo lavoro – nonostante un calendario complicatissimo – a salvare incredibilmente gli emiliani.

Il resto è storia. Anzi, è contemporaneità. Con Chivu che a fine annata rinnoverà il suo contratto con il club di Viale della Liberazione di un ulteriore anno, ottenendo anche un giusto incremento del salario – da 2,5 milioni di euro – attualmente percepito.


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