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UNDER 20, IL PAGELLONE - Stagione da montagne russe per i giovani nerazzurri

di Alessandro Savoldi

L'Inter U20 ha chiuso con una sconfitta nel primo turno di playoff la sua stagione nel Campionato Primavera. Positivo invece il cammino in Europa, con un percorso chiuso soltanto ai quarti di finale di Youth League, e il successo in Supercoppa di inizio stagione. Ecco i voti dei protagonisti.

PORTIERI

TAHO 7 - Pochi errori, diverse situazioni in cui il suo contributo è stato importante per aiutare la squadra. Pesano le nove partite saltate tra novembre e gennaio, quando è stato aggregato alla Prima Squadra come terzo portiere. Forse se fosse rimasto con l’U20 i nerazzurri avrebbero raccolto qualche punto in più.

FARRONATO 5.5 - Partito in alternanza con Taho, gli ha poi ceduto il posto. Dopo un periodo di stop, infatti, ha perso qualche certezza ed è diventato definitivamente il secondo portiere una volta che il collega è tornato a disposizione. Di lì in poi, in diverse occasioni, quando è stato chiamato in causa, ha commesso qualche errore di troppo, come a Frosinone o in casa della Juventus. Infine, un dato: nelle 23 partite giocate da Taho la media dell’Inter Primavera è stata di 1.83 punti a partita, nelle 15 con Farronato il numero scende a 1.13. Non solo per colpe sue ovviamente, ma è un'indicazione da tenere in considerazione.

PENTIMA 6 - Due partite, una in Coppa Italia e una in campionato, in cui poteva fare meglio. Difficile comunque dare un'insufficienza a un ragazzo che è sceso in campo solo due volte, nel ruolo in cui più di tutti forse conta la continuità.

DIFENSORI

BOVIO 7.5 - Il migliore del pacchetto difensivo nerazzurro: tanti alti e pochissimi bassi, molto bravo sia nel duello fisico che nelle letture di gioco. Classe 2008, ha giocato un campionato da protagonista in Primavera-1 e nel futuro prossimo potrebbe avere spazio anche in Serie C. Non a caso mister Vecchi ha iniziato a convocarlo con frequenza in Under 23 per completare il reparto quando c’era qualche assenza.

JAKIROVIC 6 - Dopo mesi di rotazioni in difesa, a gennaio l’Inter U20 ha puntato su di lui per affiancarlo in pianta stabile a Bovio. I primi mesi sono stati difficili: l’aspettativa generale era quella di aver inserito un giocatore top per la categoria, con diverse presenze tra i grandi con la Dinamo Zagabria, di cui una in Champions League, già all'attivo. Lui però ha faticato, commettendo diversi errori. Poi, con il passare delle gare, ha trovato fiducia e ha meritato la sufficienza. L’anno prossimo dovrà continuare il suo percorso di crescita per confermare il potenziale che l’Inter aveva intravisto in lui.

BREDA 6 - Classe 2008, viene impiegato in Primavera con frequenza prima dell’arrivo di Jakirovic. Forse un po’ prematuro il suo passaggio, ma l’Inter ha dovuto rispondere alle necessità della squadra U23 e, a salire, anche della Prima Squadra. Di certo non ha sfigurato, avrà più minuti in futuro.

NENNA 6 - Più spazio per lui rispetto a Breda, essendo anche più grande, senza mai convincere più di tanto. Comunque sufficiente, ha alternato buone prestazioni, in particolare a inizio anno, a qualche svarione: la media lo porta al di sopra della linea di galleggiamento.

MACKIEWICZ 6 - Arrivato in estate a Interello, anche lui rientra nella lista di giocatori che ha dovuto fare su e giù tra Primavera e Under 18. Grezzo tecnicamente, dovrà migliorare il gioco con i piedi. Fisicamente invece ha buone doti.

PELETTI 6 - Undici presenze in Primavera, di più in Under 18. Discreto difensore in generale, forse un po’ troppo leggero in alcune situazioni. L’esperienza lo porterà a migliorare, aiutandolo nelle letture con e senza palla.

GARONETTI 6.5 - Pochissime apparizioni a causa dei tanti infortuni. Quando c’è stato però ha fatto bene, come a Colonia, in Youth League, dove è stato protagonista con una partita superlativa. Peccato, come detto, per i problemi fisici che ne hanno limitato la possibilità di essere in campo.

MAYE' 6.5 - Fisicamente di altra categoria rispetto ai compagni e agli avversari in U20. Quando è rientrato dopo la frattura del quinto metatarso subita a dicembre, ha dominato grazie alla sua potenza, sia da centrale che da terzino sinistro. A volte si è fatto prendere dalla foga, lanciandosi in qualche escursione palla al piede di troppo. L’anno prossimo sarà impiegato in pianta stabile in U23.

MARELLO 8.5 - Che bella stagione per il terzino ex Udinese! Sulla scia di Dimarco, fornisce assist a iosa per i compagni: sono ben 15 alla fine. Compatibilmente con l’età, ha tanto da migliorare in difesa, ma l’annata appena conclusa gli vale, in condivisione con alcuni compagni, il titolo di mvp stagionale. Solo il calo fisico avuto nel mese di maggio, quando Mayé ha giocato spesso al posto suo, gli toglie un nove che sarebbe stato altrimenti ampiamente meritato. Destinato, nel futuro prossimo, a trovare spazio con l’Under 23.

WILLIAMSON 5.5 - Quando c’è Marello ovviamente non trova spazio. Quando Marello cala nel finale, rientra Mayé e ancora si vede chiuso da un compagno. Complici i tanti infortuni gioca dunque pochissimo.

DELLA MORA 6.5 - Tanto carattere, tanta grinta, tanta disponibilità al sacrificio. Sicuramente le qualità tecniche non sono eccelse, però lui è sempre pronto a spendersi per i compagni con impegno. In una squadra che funziona ci vogliono anche giocatori così.

BALLO 6 - Più tecnico e, probabilmente, anche più futuribile di Della Mora, è il titolare delle partite di Youth League. In campionato invece raccoglie appena 19 presenze, anche a causa di qualche infortunio. Sei, senza acuti particolari.

CONTI 6 - Terza opzione come terzino destro, non gioca granché. Classe 2007, l’anno prossimo, se resterà, potrebbe trovare qualche spazio in più visto che Della Mora è destinato a lasciare la categoria per questioni di età.

CENTROCAMPISTI

CERPELLETTI 7.5 - A inaugurare la sezione dedicata ai centrocampisti è il capitano nerazzurro. Regista valido anche in fase di interdizione, è stato l’interruttore di questa Inter Primavera, che si accendeva e si spegneva di pari passo con il suo play. Quando nella parte iniziale della stagione la squadra di Carbone faticava, spesso era proprio Cerpelletti a indicare la via da percorrere. Poi, dopo aver tirato la carretta per tanti mesi, saltando pochissimi minuti, ha avuto un piccolo calo fisico in primavera, prima di tornare nuovamente al top per le ultime partite.

ZARATE 6.5 - Nel complesso la sua è un'annata positiva, anche se va divisa in due parti. La prima, fino a poco più di metà stagione, ottima. La seconda, dopo un piccolo stop per motivi fisici, decisamente meno buona. Resta comunque un profilo da monitorare, che abbina qualità e muscoli.

VENTURINI 5.5 - Classe 2006, avrebbe dovuto trascinare la squadra quando chiamato in causa. Invece, complice l’alternanza tra Under 23 e Primavera, che di fatto gli rende impossibile trovare continuità, non è mai protagonista. Poche le prestazioni degne di nota, sicuramente ci si aspettava di più da lui.

ZANCHETTA 6 - Quasi sempre aggregato all’Under 23, dopo la fine degli impegni della seconda squadra torna in Primavera per dare una mano ai compagni. Si rende utile, ma non impressiona.

LA TORRE 6.5 - Sotto età, essendo lui un 2008, trova forse più spazio di quanto previsto. Riesce così a mettersi in mostra e anche a togliersi qualche bella soddisfazione personale, come il gol al Liverpool in Youth League. Ora si candida dunque a una stagione da protagonista, quando alcuni compagni dovrebbero passare in Under 23.

PUTSEN 5.5 - Per fisicità forse poteva sembrare più pronto di La Torre, ma in realtà il suo contributo è inferiore a quello del compagno. Serviva un po’ più di intensità per far valere un telaio fisico di assoluto livello per il calcio giovanile. Anche lui avrà tempo di rifarsi.

VUKOJE 5 - Deludente. Come Putsen non è mai riuscito a far granché, nonostante credenziali anche superiori a quelle dello svedese. Dovrà mettere un po' di grinta per far vedere le sue doti tecniche e fisiche, che non gli mancano. Se ci riuscirà il futuro che lo attende è roseo.

VIRTUANI 6 - Più Under 18, dove ha fatto molto bene, che Primavera. Sicuramente ha talento, ma ha giocato davvero poco con la squadra di Carbone per esprimere un vero giudizio.

MANCUSO 8 - Un po’ centrocampista, un po’ esterno d’attacco, un po’ falso nueve: Carbone pur di non rinunciare a lui lo ha schierato davvero in tutti i ruoli dal centrocampo in su. Lui, di contro, non ha deluso le aspettative dell’allenatore, segnando 10 gol e chiudendo come capocannoniere dell’Inter U20 in campionato. Un'annata oltre ogni previsione, a riprova del talento e del grande atteggiamento di un ragazzo che ha saltato il 2024/2025 quasi per intero a causa di diversi infortuni e che quest’anno ha saputo riprendersi con gli interessi ciò che il fisico gli aveva tolto.

ATTACCANTI

IDDRISSOU 7 - Chiude con appena 1623 minuti giocati con l’Under 20, eppure segna ben 12 gol, 6 in campionato e 6 in Youth League. Un gol praticamente ogni partita e mezza, numeri da centravanti di assoluto valore. Purtroppo, a causa delle necessità dell’Under 23, la Primavera ha dovuto spesso rinunciare a lui. Assoluto protagonista in particolare in Youth League, dove ha segnato sei gol in otto partite, dimostrando di poter competere con i più forti in Europa.

KUKULIS 7 - Una delle rivelazioni. Giocatore di grande sostanza, ha saputo farsi trovare pronto quando è stato chiamato in causa, dimostrandosi letale in area di rigore. Spesso ha segnato infatti alla prima palla giocabile ricevuta negli ultimi 16 metri, caratteristica fondamentale per un attaccante.

MOSCONI 6.5 - Uno dei gioielli del vivaio nerazzurro. Un po’ come per altri compagni la spola tra Under 23, Under 20 e, nel suo caso, Prima Squadra è costata cara alla Primavera di Carbone. Se fosse stato sempre a disposizione, di certo staremmo parlando di uno dei giocatori migliori del campionato. Chiude comunque con sei gol e cinque assist in 2000 minuti, numeri più che sufficienti.

ZOUIN 7 - Ancor meno impiegato di Mosconi, si è caricato spesso la squadra sulle spalle quando c’è stato. La sua velocità e il suo spunto lo rendono a tratti immarcabile nel campionato U20. L’anno prossimo potrebbe fare il definitivo salto in Serie C, categoria in cui ha già mosso i primi passi facendo vedere buone cose nel finale di stagione. Se dovesse continuare così, è un profilo da monitorare.

EL MAHBOUBI 6.5 - Uno dei giocatori che ha beneficiato della presenza dell’Under 23. Essendo completamente a disposizione della Primavera, ha saputo ritagliarsi uno spazio importante a suon di dribbling e giocate interessanti. Profilo da seguire, che ha dato il suo meglio entrando dalla panchina a partita in corso.

PINOTTI 6 - Classe 2006, era uno dei più esperti a disposizione di Carbone. All'inizio ha dato un buon contributo in un momento di difficoltà della squadra, in seguito è un po’ calato di rendimento. Infine uno stop piuttosto lungo per infortunio lo ha tenuto fuori da inizio marzo a fine aprile. Sufficiente, non di più.

MORESSA 6.5 - Se Pinotti paga, nel giudizio, l’essere più grande e quindi le maggiori aspettative, il discorso opposto vale per Moressa. Classe 2008, ha saputo spiccare in una zona di campo dove la concorrenza di certo non mancava. Un ottimo mese di dicembre con tre gol e un assist sembravano poter essere il preludio a un inizio di 2026 da protagonista. Poi un infortunio ha costretto il giocatore a fermarsi per tre mesi, facendo scorrere i titoli di coda sulla sua annata.

CARRARA 6 - In Under 18 ha fatto molto bene, in più ha iniziato a muovere i primi passi anche in Primavera. Da agosto potrebbe avere molto più spazio, quest’anno è stato comunque bravo a far vedere tanta garra e tanta voglia di lottare nei minuti avuti a disposizione.

ALLENATORE

Benito CARBONE 6.5 - Una stagione da montagne russe, a cui è difficile dare un voto unico e univoco. Da una parte la Supercoppa vinta in apertura di annata, dall’altra la brutta e precoce eliminazione in Coppa Italia per mano della Juventus. Da un lato un campionato di alti e bassi, dall’altro una Youth League di grande spessore. In generale, poi, non era facile gestire la Primavera nell’anno di esordio dell’Under 23, con continue girandole di giocatori e un roster sempre diverso a disposizione. D’altro canto, la fase difensiva non è mai stata sufficiente, con l’Inter che ha subito ben 61 gol in 38 partite, il peggior dato delle squadre non retrocesse con il Verona. Insomma, tanti elementi, tanti fattori, difficili da racchiudere in un solo numero. Alla fine, il giudizio complessivo è poco più che sufficiente, perché l’obiettivo minimo in Primavera-1 è stato centrato, con la qualificazione ai playoff, e perché il cammino europeo è durato una tappa in più rispetto a quello 2024/2025. A decorare il tutto, un trofeo vinto, che male non fa. Peccato per lui che non basti per rimanere sulla panchina nerazzurra. 


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