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Dentro la crisi dell'Inter U23: dieci partite senza vittorie, attaccanti a secco e un entusiasmo da ritrovare

di Alessandro Savoldi

Era il 26 gennaio quando l'Inter U23 espugnava il Rigamonti-Ceppi di Lecco 0-2, trascinata dai gol di La Gumina e Kamaté, e si portava al quarto posto in solitaria nel girone A di Serie C. Esattamente due mesi dopo, il successo sul campo dei blucelesti resta l'ultima vittoria dei nerazzurri, scivolati nel frattempo al dodicesimo posto, fuori dalla zona playoff. Dieci partite in cui sono arrivati appena cinque punti, figli di altrettanti pareggi e cinque sconfitte, e specchio di una crisi a 360°. Poche prestazioni positive, comunque non capitalizzate, e tanti passaggi a vuoto, non ultimo quello contro la Dolomiti Bellunesi di domenica scorsa.

Il primo problema dell'Inter U23 è l'enorme fatica che la squadra di Stefano Vecchi fa nel rendersi pericolosa, specialmente con gli attaccanti. Nelle ultime dieci uscite, su otto gol segnati, soltanto uno porta la firma di una punta: il primo di La Gumina nel 2-2 di Ospitaletto. Poi due marcature per Kamaté e Cinquegrano e una rete per Berenbruch, Alexiou e Amerighi. E' mancato l'apporto di Lavelli, ancora a secco in stagione in campionato, di Spinaccé, in calo dopo un buon girone d'andata e di Iddrissou, più indietro rispetto agli altri altri due e forse non ancora pronto per i ritmi del professionismo. In flessione anche Topalovic. La qualità non si discute, ma i numeri latitano, con zero gol e soli due assist nell'ultimo periodo.

Lo stesso La Gumina è apparso lontano dalla miglior condizione. Un trait d'union utile per introdurre un altro problema: la condizione e il rendimento altalenante dei tre over. Prestia ha saltato due gare per un fastidio muscolare e si è nuovamente fermato nella partita contro la Dolomiti, Fiordilino ha giocato titolare solamente cinque volte. In un momento di difficoltà proprio i senatori avrebbero dovuto aiutare la squadra a tenere la barra dritta: non ci sono riusciti, con diversi errori e qualche sbavatura di troppo.

L'ultimo tasto, forse il più dolente, lo ha toccato in un paio di occasioni mister Vecchi, a partire dalla conferenza stampa post Renate-Inter U23: "Non esiste andare in campo con questa leggerezza, con questa sufficienza, con questa superficialità. Vuol dire che non si è ancora capito cosa serve in questa categoria per vincere le partite". Un concetto ribadito dopo il ko con la Dolomiti: "La cosa negativa di oggi è che nel momento in cui siamo andati sotto e si doveva recuperare ognuno pensava a giocar per sé, a risolvere la partita da solo, non da squadra e non da gruppo". Ecco: nonostante qualche sprazzo positivo, in altre occasioni l'atteggiamento dell'Under 23 ha lasciato parecchio a desiderare.

Cosa aspettarsi, dunque, da ultime cinque giornate? Innanzitutto, la matematica certezza della permanenza in Serie C. Per farcela bastano quattro punti, sufficienti per scacciare i fantasmi di possibili rimonte e lo spauracchio playout. E poi, perché no, riuscire a trovare nuove energie e tentare un ultimo assalto ai playoff, che oggi distano solo due punti. Per riuscirci, però, serve un netto e immediato cambio di passo.


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