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Vecchi in conferenza: "Quando siamo andati sotto ognuno pensava a giocare per sé. Ci aspettavamo una partita diversa"

di Alessandro Savoldi

Mister Stefano Vecchi, allenatore dell'Inter U23, ha parlato in conferenza stampa dopo la partita persa dai suoi per 1-2 contro le Dolomiti Bellunesi. Ecco le sue parole.

Oggi la chiave è stata la difficoltà nel limitare la Dolomiti Bellunesi in campo aperto?
"Oggi abbiamo fatto una brutta partita, poi sì il primo gol è arrivato in campo aperto, mentre il secondo su una marcatura persa da angolo. In generale non abbiamo fatto una buona gara. Arrivavamo magari da un periodo dove non avevamo raccolto ciò che meritavamo ma avevamo fatto prestazioni importanti, come l'ottima gara fatta a Vicenza. Oggi non bene, troppi duelli persi, poi quando giochi negli spazi diventa tutto un po' più complicato. La cosa negativa di oggi è che nel momento in cui siamo andati sotto e si doveva recuperare ognuno pensava a giocar per sé, a risolvere la partita da solo, non da squadra e non da gruppo. Già è complicato quando giochi da squadra, quando giochi in questo modo è impossibile recuperare. Poi abbiamo avuto comunque lo spirito di provare a riaprirla ma era anche un po' tardi".

Sulla prestazione dei singoli: come mai oggi in tanti hanno fatto così male?
"Questo non lo so, non me l'aspettavo. Onestamente mi aspettavo una partita con un altro piglio, un altro spirito, un'altra intensità. Abbiamo parlato in settimana, avevamo analizzato le varie situazioni, oggi ci aspettavamo tutti una partita diversa. I motivi possono essere vari, tanti, ma sono tutte ipotesi. Sta di fatto che la prestazione oggi è stata negativa e forse, credo, la peggiore dell'ultimo periodo".

Quale può essere la chiave per riparte da un periodo difficile come questo?
"Speravamo di ripartire oggi, a Vicenza era una gara molto complicata per la situazione che si era creata. Oggi si sperava di fare una partita diversa. Bisogna lavorare, ragionare da gruppo e ragionare da squadra e non pensare ognuno a se stesso per mettersi in mostra per il proprio futuro. Bisogna giocare da squadra, come abbiamo fatto per gran parte di questa stagione, non è che adesso siccome finisce la stagione ognuno pensa per sé, a farsi vedere. Magari [i giocatori dell'Inter U23] hanno ambizione di andare in categorie superiori, ma durante questa stagione si vede che è dura, per andare in categorie superiori bisogna mostrare qualcosa di più".

I giocatori hanno qualche difficoltà psicologica viste le 10 partite di fila senza vittoria? Sono nervosi per quello?
"No, se fossero nervosi magari verrebbe fuori qualche partita più combattuta di quella di oggi. Oggi sono stati sin troppo tranquilli e sereni, come se fosse tutto normale. Ma noi siamo l'Inter e non possiamo permettercelo, all'Inter bisogna vincere, anche se sappiamo qual è il nostro traguardo. Bisogna dimostrare di essere da Inter per andare via da qua a testa alta e in categorie superiori. La prestazione di oggi non mette in evidenza individualità da poter ambire a qualcosa di più di questa categoria".

Cosa è cambiato tra l'Inter U23 da quarto posto e quella di adesso?
"Eravamo anche molto essenziali, diciamo così. Riuscivamo con poco a ottenere tanto, ultimamente arrivavamo da prestazioni dove il livello si era alzato molto, per quello non mi aspettavo questa prestazione. Al di là dei risultati le prestazioni erano fatte, poi c'era l'episodio che ci condannava perché davanti eravamo poco efficaci e dietro al minimo errorre ci punivano, però in gare giocate con l'attegiamento, con il piglio giusto, con la mentalità giusta. Oggi è mancato un po' di tutto".

Cosa ne pensi di Stuckler? È vero che l'Inter U23 era interessata la scorsa estate?
"Sempre pensato che fosse un attaccante forte, lo sta dimostrando anche lì. Non s'è trovata la quadra, quando una squadra vuole un giocatore bisogna essere tutti d'accordo: la proprietà del giocatore, il giocatore. Avevamo mirato a lui però non c'erano le condizioni per poterlo prendere".


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