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Bologna, Italiano in conferenza: "Senza coppe lavoro diverso per stare al passo delle big"

di Ludovica Ferrante

Il tecnico del Bologna Vincenzo Italiano parla così in conferenza stampa dopo il 3-3 di oggi contro l'Inter al Dall'Ara: "

Cosa ha provato quando la curva ha cantato il suo nome a fine gara?

"Ho pensato che è stato riconosciuto il grande impegno profuso quest'anno per tutte le 56 partite tra campionato, Supercoppa, Coppa Italia ed Europa League. Significa che la gente ha rispetto ed ha riconosciuto che si è dato tutto. Ero preoccupato per questo finale di stagione, ma ne usciamo da imbattutti e forse avremmo potuto vincere anche oggi. Ringrazio la curva e tutti i tifosi per l'affetto, sono contento si sia riallacciato il nostro rapporto. L'avevo detto a Valles che quest'anno sarebbe stata dura: peccato per i tanti punti persi in casa, è qualcosa di inspiegabile. Non abbiamo ottenuto nulla di straordinario, i capolavori sono altri, ma abbiamo fatto un buon lavoro chiudendo all'ottavo posto. Abbiamo raggiunto il nostro obiettivo". 

L'affetto che ha ricevuto oggi sta a significare che lascia qualcosa di importante nel cuore dei tifosi...

"Io ci ho messo sempre il cuore, la passione, la fame e l'ossessione: quest'ultima a volte non mi fa gioire come dovrei. Sono contento di aver trasmesso tutto questo ai giocatori. Ringrazio i tifosi perché la scena di oggi mi sembrava quella di un anno fa con la coppa in mano. Sono contento di aver riallacciato il rapporto perché mi era dispiaciuto uscire dal campo con alcuni fischi".

Cosa le è piaciuto oggi?

"Mi è piaciuto questo trittico difficilissimo affrontato con la percezione del pericolo altissima e la massima attenzione. Quando i ragazzi hanno la spina attaccata per bene sono capaci di grandi prestazioni. Mi è dispiaciuto aver subito il gol nel finale: ne parlavo con Miranda e poteva spendere un fallo o anche un'espulsione. Comunque buon ritmo e grandi giocate, non sembrava una partita di fine stagione".

Ci aggiunge un momento della stagione che per lei è stato importante, oltre alla vittoria di Roma e la sconfitta con la Lazio?

"A caldo direi che uno degli obiettivi che avevamo era superare il girone di Europa League e la trasferta di Celta ci ha lasciato convinzione nei nostri mezzi: abbiamo giocato con attenzione, qualità e fame. È stato uno spartiacque per superare il girone, ho i brividi solo a parlarne. Ripeto: con la Lazio in Coppa Italia potevamo fare molto di più perché giocare le partite in casa era un grande vantaggio e potevamo arrivare in fondo per riconfermarci".

Senza coppe come cambia la programmazione?

"Queste ultime gare hanno dimostrato che quando si può preparare tutto nel minimo dettaglio e riposare, si può far vedere qualcosa di diverso. Discorso differente giocare con la Juventus due giorni dopo una partita europea. L'anno prossimo si potrà lavorare diversamente per stare al passo delle solite big. L'idea mi stuzzica. Bologna ha dimostrato di saper lavorare con i giovani. Concludo sottolineando l'esplosione di Rowe e la rinascita di Bernardeschi: ha un altro anno di contratto e rimarrà a Bologna un pezzo da novanta".


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