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Como, Fabregas a SM: "Orgoglioso dei miei. All'Inter sono tutti giocatori internazionali, si è più 'vicini' a vincere"

di Egle Patanè

Dopo i protagonisti della partita, c'è anche Cesc Fabregas ai microfoni di Sport Mediaset, dove l'allenatore del Como ha commentato con orgoglio la gara dei suoi ragazzi, nonostante il risultato: "La partita forse sì, è cambiata col gol di Calhanoglu, però dopo c'è stata l'azione di Diao che poteva fare il 3-1 e cambiare la partita dall'altra parte. So dove abbiamo iniziato questo percorso, stiamo facendo una buona stagione, lottiamo per la finale di Coppa Italia, andiamo vicini a vincere contro l'Inter in due partite, tutto questo è molto bello, sappiamo da dove arriviamo e siamo sereni per questo. Sapevo che i miei ragazzi avrebbero fatto una buona prestazione dopo venerdì, l'hanno fatto e c'è grande orgoglio per quello che hanno dimostrato oggi. C'è ancora qualcosina da aggiustare, però ripeto so che nel percorso della carriera di questi ragazzi stiamo giocando contro una squadra di veterani che vinceranno uno scudetto, non so se dire 'facile', Chivu non sarà d'accordo, ma con questi giocatori si è sempre più 'vicini' a vincere. L'anno scorso hanno fatto la finale di Champions League, è una squadra vincente che ha vinto insieme. Piano piano hanno messo dei ragazzini come Sucic che ha fatto la differenza e Diouf. Niente, noi continuiamo per la nostra squadra, era molto importante la reazione oggi, vedere dove siamo. Siamo al loro pari? No, siamo ogni volta un pochino più vicini, ma loro in area sono molto forti, a noi manca ancora un pezzettino".

Qual è adesso il tuo vero stato d'animo, al di là della prestazione e dei complimenti. Sei arrabbiato?
"Arrabbiato? Ovvio che sono deluso. Però due anni fa aprivo il cancello alle sei e mezzo del centro sportivo dove non c'era niente e oggi sono qui, e dicendo questo ti rispondo. Mi arrabbio dopo una partita contro il Sassuolo, oggi no. Ho vinto e ho perso nella mia carriera, fa parte del percorso. Oggi leggevo un'intervista di Klopp che ha perso le sue prime sette finali e penso che sia uno dei migliori allenatori della storia. Sappiamo chi siamo, la tua domanda è un'altra ma sto imparando a fare comunicazione dopo le partite e manderò sempre il messaggio che siamo il Como, stiamo migliorando, ancora manca qualcosina ma possiamo solo ringraziare per questo. Se guardi all'Inter tutti sono giocatori internazionali che giocano nelle loro Nazionali, quindi arrabbiarmi oggi sarebbe sbagliato. Se tu fossi allenatore di questi ragazzi diresti la stessa cosa. Da fuori, stiamo facendo una buona stagione, quindi anche perdendo contro l'Inter la ragione va a chi la pensa così, ma mancano cinque partite di campionato e non possiamo sbagliarle e mandare all'aria questa stagione solo perché siamo tristi per questa partita". 

Sei stato superiore all'Inter, ma nella parte finale soffri contro una squadra forte. È una cosa individuale o si può migliorare anche collettivamente?
"Un po' di tutto. È vero che in questi livelli d'elite fanno la differenza i dettagli ed è 'colpa' dell'Inter perché sono bravissimi, anche con cambi che hanno fatto la differenza. Noi eravamo corti oggi, è vero che se qualitativamente abbiamo fatto una buona partita ma è mancato qualcosina non so dire cosa se di freschezza o cosa. Però sì, è vero che possiamo migliorare tantissime cose e continuare a crescere insieme perché siamo la terza o quarta in Europa che gioca con più U23 e questo non è banale". 


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