Como, Fabregas in conferenza: "Bastoni deve essere il capitano della Nazionale. I fischi perché..."
Fonte: Dall'inviata Egle Patané
Dopo lo 0-0 ottenuto stasera dal suo Como contro l'Inter nel match valido per la gara d'andata di semifinale di Coppa Italia, Cesc Fabregas si è presentato in conferenza stampa per commentare quanto raccolto sul campo del Sinigaglia. Di seguito le sue parole raccolte dall'inviata a Como di FcInterNews.it.
Cosa cambia da allenatore gestire questo risultato in vista del ritorno?
"Ovviamente cambia un po'. Proviamo ad andare partita dopo partita ma non possiamo dimenticare che ci sono 180 minuti da gestire. È stata una gara molto tattica, le due squadre si sono rispettate molto. Abbiamo avuto tre occasioni per fare gol, mentre loro hanno colpito il palo con un tiro dove lui voleva crossare, non voleva neppure tirare; è stato un po' fortunato. Quando giochi con squadre come Inter, Milan e Juventus in dieci giorni, crei più occasioni di loro e vedi che loro fanno fatica a creare giocate importanti, devi essere molto orgoglioso per quello che questa squadra sta facendo. Abbiamo fatto più di due mesi dove abbiamo giocato ogni quattro giorni, per una squadra non preparata per fare queste cose devo dire che i ragazzi sono stati bravi. Ora la Coppa Italia riposa, peccato non si giochi settimana prossima, non ho mai visto il ritorno giocare dopo due mesi, ma va bene. Adesso c'è tanta strada da fare in Serie A ma va bene, abbiamo guadagnato il diritto di giocarci una finale di Coppa Italia a San Siro. Se me l'avessi detto due anni fa quando eravamo in Serie B sicuramente avrei detto che fosse difficile, anche se si sogna in grande. Quando arriverà questa gara faremo il possibile per vincere e per giocare la finale di Roma".
Lo schema usato è stata una scelta per cercare di conservare il risultato?
"Abbiamo fatto la partita che volevamo fare. L'abbiamo giocata esattamente come ce l'avevo in testa. L'unico peccato è non aver concretizzato le occasioni di Nico e Vojvoda e quella clamorosa di Valle. È stata una partita tattica, dove abbiamo aspettato di più; non è normale perché noi siamo la squadra più aggressiva d'Europa e loro la più dominante d'Italia e non l'ho vista così. Anche il loro atteggiamento è stato diverso, non avendo giocato con due punte; anche le grandi squadre cambiano per giocare contro di noi, questo è merito dei ragazzi e della crescita che stanno avendo. Dobbiamo continuare così. Andremo a San Siro a giocarcela per la finale, il calcio si gioca anche per momenti come questi".
A che punto sono gli acciaccati? Col Cagliari ci saranno?
"Jesus Rodriguez sta bene. Ha preso solo una botta, magari sentiva ancora un po' ma stava bene. Kempf abbiamo provato questa mattina e non si sentiva bene, ma dice di farcela per sabato. Bello aver rivisto Baturina anche solo per dieci minuti, Diao qualcosa in più. Morata invece stamattina stava bene, voleva stare col gruppo, ma non si era allenato nei due giorni precedenti. Sabato ci saremo tutti. Addai ha fatto l'intervento, il dottore è contento. Speriamo si riprenda il prima possibile".
Sui fischi a Bastoni.
"Perché succede a lui? Perché gioca nella squadra più forte in Italia. E quando a giocatori più forti succede, senza andare nello specifico, cose che fanno alzare la voce succede questo. Non lo conosco, ci ho parlato solo qualche volta, ma penso sia un giocatore top e un grandissimo ragazzo; lo dico sempre perché studio l'Inter da anni. Sono cose da tifoserie che possono mettere nervosismo. Deve essere il futuro capitano della Nazionale italiana, è fondamentale e dobbiamo proteggerlo. Ha sbagliato quel giorno sicuramente, è una cosa che può succedere ai giocatori, è capitato anche a me, ho sbagliato anche io a San Siro. Si chiede scusa e si va avanti, è intelligente e ne uscirà".