Forlan: "Domani non sarà una sfida tra me e Sneijder"
Fonte: As.com
Alla vigilia della Supercoppa Europea As intervista uno dei protagonisti annunciati, Diego Forlan, che parla delle sue possibilità di Pallone d'Oro e della sfida con l'Inter.
Due volte Scarpa d'oro, miglior giocatore del Mondiale, serio candidato per il Pallone d'Oro..
I risultati ottenuti sono molto belli, ovviamente mi piace averli raggiunti e li ricorderò quando sarò vecchio, ma non ci penso adesso. Sono sempre lo stesso, un giocatore di squadra.
Tuttavia, soprattutto in Italia, la Supercoppa Europea è presentata come un duello tra Forlan e Sneijder per il Pallone d'Oro. Non pensi che una buona prestazione potrebbe avvicinarti al premio?
Non ci penso, in realtà. Io sono tranquillo. Sento la gente parlarne, lo leggo sui giornali e ovviamente vogliono fare del mio meglio per vincere la finale, perché sarebbe un titolo in più per Atletico e un modo spettacolare per iniziare l'anno. Niente di più. Non penso che sarebbe più o meno importante per un premio individuale.
Pelè ha detto che le darebbe il Pallone d'Oro. Non sono le parole di uno qualunque...
Sì, alcuni amici mi hanno mandato l'intervista in cui lo dice ed è un orgoglio enorme per me che lo dica un calciatore del livello di Pelé. Già questo fatto rimarrà nella mia memoria per sempre. Xavi, Sneijder, Iniesta, Messi... sono tutti giocatori straordinari. Essere tra quei nomi è già un orgoglio.
Passiamo all'Inter. Ha colpito abbastanza la Supercoppa Italiana contro la Roma e, a differenza della finale di Europa League, l'Atletico parte come sfavorito. Ti senti così?
No. Ho visto la partita contro la Roma in parte, facendo zapping con Barça-Siviglia, e ho trovato quello che mi aspettavo. Una grande squadra, molto ben attrezzata e con una grande individualità. Sarà un avversario molto difficile, ma questo lo sapevamo già e siamo ben preparati ad affrontarla.
I suoi difensori centrali sono un pò lenti e i terzini spingono molto, lasciando spazio alle loro spalle. Se lei e Aguero siete in giornata potreste colpirli in contropiede.
Per me, Lucio e Samuel sono centrali di primo livello, non credo che avremo vita facile con loro. Essi sono esperti e validi, giocano con intelligenza e senso della posizione e non sono dei velocisti. Quello che dobbiamo fare è sfruttare le opportunità che ci lasciano, ma non saranno molte. In realtà, penso che sia più importante stare attenti in difesa. Questa sarà la chiave.
L'Inter è passata da Mourinho a Benitez, un allenatore che avete incontrato quattro volte in due anni quando allenava il Liverpool e che non vi ha mai battuto.
E abbiamo anche vinto una amichevole ad Anfield. Ma questa è un'altra storia, un'altra squadra. Non credo che l'Inter di Mourinho sia cambiata molto con Benitez. Sono due grandi allenatori, due vincitori, e la squadra rimane pressoché la stessa, con alcuni giocatori eccezionali. Ma abbiamo anche molti punti di forza e sarà una grande partita.
Se è riuscito a portare l'Uruguay in semifinale del Mondiale, questo sembra un compito facile...
La verità è che la Coppa del Mondo era qualcosa di speciale e unico. E' stato incredibile arrivare ad un passo dalla finale.
Si è parlato molto che, alla sua età, un contratto fino al 2013 fosse troppo lungo. Sì, è curioso che nel mio caso si guardi sempre l'età e ci sono molti giocatori più vecchi di me di cui nessuno parla mai. Invece con me si tira sempre fuori questo argomento. Pesano i miei 31 anni appena compiuti, ma non tengono conto del numero di partite che ho giocato senza problemi. Per sette anni ho giocato più di 60 partite a stagione, perdendone veramente poche, mentre altri a 30 anni ne giocano la metà. Questo è quello che bisogna guardare di me, le partite e i gol, non l'età. Mi sento benissimo e non credo che la durata del mio contratto possa essere un problema per l'Atletico.
La conquista dell'Europa League vi garantisce un posto di rilievo nella storia del club dopo 14 anni senza un titolo.
Sapevamo quanto fosse importante vincere la finale di ritorno per l'Atletico e la sua storia. E' stato memorabile per noi. Ci sono state squadre molto forti nella competizione, favorite più di noi. In realtà, quando ci siamo qualificati per l'Europa League dopo l'ultima partita di Champions League, dicevano che non era buono, che non saremmo durati a lungo...
Quello che è successo vi dà la possibilità di giocare l'Europa League, e nonostante le voci di mercato, Forlan e Aguero sono ancora all'Atletico. Come hai vissuto queste voci?
Tranquillamente. Siamo professionisti e se qualcuno mi fa una grande offerta la analizzo con il club. Ma nessuno mi ha cercato e sono molto felice qui.
Il club crede che questo sia l'anno dell'esplosione definitiva di Aguero, cosa ne pensi?
Per me, Kun è già uno dei migliori al mondo ed è ancora in crescita. Abbiamo un grande rapporto fuori dal campo e questo ci aiuta quando giochiamo.
Con voi due e i rinforzi, l'aspettativa sarà molto alta in questa stagione...
Facciamo un passo per volta. Ora dobbiamo pensare alla Supercoppa e poi ci preoccupiamo del resto, anche se è chiaro che l'obiettivo è raggiungere la zona Champions. La squadra ha una base molto buona ed è stata mantenuta e i nuovi acquisti ci hanno rinforzato molto. Abbiamo i giocatori per lottare per tutto, ma per il momento c'è solo l'Inter.