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Sarri a SM: "Cosa bisogna fare di diverso rispetto a sabato? Segnare"

di Christian Liotta

Anche ai microfoni di Sport Mediaset, il tecnico della Lazio Maurizio Sarri rammenta di come abbia un conto aperto con le Coppe nazionali: "Purtroppo è così, rimpiango maggiormente quella persa in Inghilterra dopo aver fatto una grande partita, perdere al settimo rigore è stato pesante. Ho perso anche una Coppa Italia ai rigori ma non era stata allo stesso livello. A questo giro, però, mi farebbe piacere più che per me per i ragazzi che hanno vissuto un anno travagliato. In Coppa hanno fatto un percorso di alto livello eliminando grandi squadre. Poi mi farebbe piacere per il pubblico".

Sabato contro l'Inter forse sono mancate le motivazioni che certamente in finale dovete ritrovare.
"Dobbiamo avere tutti la consapevolezza che l'Inter sul piano tecnico è più forte di noi. Nel medio-lungo termine questa cosa non si può colmare ma nella singola partita sì. Chiaro che sabato l'Inter ha fatto una partita di buon livello ma non possiamo essere quelli. La differenza può esserci ma non quella che si è vista nel primo tempo; la sconfitta può essere frutto di mancanza di motivazioni per quella partita, domani deve essere una partita diversa". 

Cosa bisogna fare domani per vincere?
"Segnare prima di tutto, sapendo che uno non basterà neanche. Servirà un atteggiamento diverso da quello del primo tempo di sabato, perché poi nella ripresa le palle gol le abbiamo avute". 

Si dovrà anche non pensare al derby.
"Le partite quando sono in calendario vanno aggredite, se no le subisci e fai la fine che abbiamo fatto sabato. La partita va aggredita, poi può andare bene o no. Quando giochi col retropensiero vengono fuori prestazioni come quelle di sabato".

Le va bene giocare lunedì?
"Penso sia l'unica idea assennata... La Lega ha concatenato una serie di errori. In Italia ci sono due ATP Finals, a Torino e Roma, e hanno messo i derby di Torino e Roma. Poi nel giorno della finale ci sono tre italiani in campo. Il problema devono risolverlo loro. Se si fosse giocato domenica, fossi l'allenatore di una squadra che lotta per la Champions sarei inferocito perché giocare una partita da 70-80 milioni alle 12.30 vuol dire non sapere cosa sia il calcio". 


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