Duncan: "Stramaccioni? Per me è come un padre. Moratti..."
E' indubbiamente uno dei pilastri del collettivo di Andrea Stramaccioni, che ieri ha scritto una pagina importante della storia recente dell'Inter conquistando la prima edizione della Next Generation Series, ieri a Londra, contro l'Ajax. Di questa squadra lui rappresenta la diga, il frangiflutti di centrocampo col compito di spezzare le trame difensive avversarie. Parliamo di Joseph Alfred Duncan, classe 1993, roccioso centrocampista ghanese con passaporto anche italiano, senz'altro uno degli elementi di maggior affidamento per il tecnico Stramaccioni, ragazzo il cui rendimento è cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi mesi, fino a ieri, dove anche lui ha dato il suo contributo fondamentale al successo contro la squadra olandese che ha proiettato l'Inter sul tetto della giovane Europa.
E' lui, oggi, a rivelare ai microfoni di FcInterNews.it le sue sensazioni, la sua gioia per il successo ottenuto ieri, e quelle che sono le sue ambizioni:
Ciao Alfred, innanzitutto tantissimi complimenti per la vittoria di ieri. Puoi raccontarci he sensazioni hai provato ieri, nel momento del successo?
"Ieri è stata davvero una giornata bellissima. Vincere un trofeo così importante indubbiamente regala una grande felicità non solo a me, ma anche alla mia squadra e alla mia famiglia".
Ieri sei stato determinante, anche grazie al rigore da te trasformato. Visto che non venivi da un momento particolarmente fortunato dal dischetto, ti sei sentito liberato dopo il gol?
"Beh, devo dire che comunque ero tranquillo. Certo, al Viareggio avevo sbagliato due rigori, ma è una cosa che può capitare. Poi, compagni e mister mi hanno tenuto su e rassicurato. Quindi sono andato a calciare, e sono riuscito a segnare. E' andato tutto bene, e siamo riusciti a ottenere un successo meritato".
Quali sono, secondo te, i meriti del tecnico Andrea Stramaccioni?
"Stramaccioni è davvero un grande tecnico, con lui ci troviamo davvero bene. Con lui siamo cresciuti molto individualmente ma anche come squadra e nella personalità. E anche fuori dal campo mi dà tanti consigli per crescere. Sì, per me è come un padre".
Ritieni che lui sia il miglior allenatore che tu abbia avuto?
"Direi proprio di sì".
Che effetto ha avuto per voi la presenza in tribuna del presidente Massimo Moratti ieri a Londra?
"Io personalmente ero curioso di vederlo presente in una partita del genere. Ha dato senz'altro ulteriori motivazioni e ulteriore carica a questi ragazzi".
Si parla tanto di un possibile inserimento dei ragazzi della Primavera in prima squadra. Ma se Ranieri decidesse di chiamare te, ti sentiresti pronto?
"Non lo so, io però faccio sempre quello che mi viene chiesto. Per ora, comunque, la mia prima squadra è la Primavera, e sono felice di essere in questa squadra".
Ti sei allenato spesso con la prima squadra. C'è qualche giocatore dei grandi che ti dà dei consigli?
"Quasi tutti, devo dire. Un po' tutti i giocatori della prima squadra provano sempre a consigliarmi. Io, come tutti i miei compagni, cerco sempre di imparare molto quando mi alleno con loro".
E c'è un giocatore al quale ti ispiri maggiormente tra i grandi?
"Anche se è andato via, a me piace tantissimo Thiago Motta".
Senti di ringraziare qualcuno per quanto hai ottenuto sin qui?
"Senza dubbio la mia famiglia".
Infine, quali sono i tuoi obiettivi, immediati e futuri?
"Io adesso voglio migliorare in tutti i sensi, tecnicamente e fisicamente. Poi punto a vincere lo scudetto con la Primavera. Per il futuro, si vedrà".
Grazie mille, Alfred, e in bocca al lupo per la tua carriera.
"Grazie a voi".
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