Esposito a FcIN.it: "Zanetti è un idolo. Un giorno Mourinho mi disse..."
La rubrica “La meglio gioventù” si arricchisce di un’altra perla nerazzurra: dopo Alen Stevanovic, è il turno di Antonio Esposito, difensore/centrocampista di fascia mancina, classe 1990, vincolato all’Inter sino al giugno 2014. Esposito, dotato di un sinistro importante e di un fisico di tutto rispetto, milita oggi in prestito nel Piacenza, Lega Pro di Prima Divisione, dopo la doppia esperienza al Padova e al Monza della scorsa annata.
Esposito, nelle giovanili dell’Inter, ha fatto parte di quella nidiata nerazzurra prima agli ordini di Vincenzo Esposito e poi di Fulvio Pea: tutti ragazzi classe ’90 e ’91 che oggi fanno esperienza e riescono ad imporsi in contesti competitivi come la serie cadetta o la vecchia serie C. Ma scopriamo ora la storia di Esposito attraverso le sue stesse parole.
Antonio, dove hai mosso i tuoi primi passi da calciatore?
“Ho cominciato a giocare nello Spezia, la mia città, ed ho fatto tutta la trafila, arrivando a giocare in Primavera ed anche in prima squadra”.
Come sei arrivato all’Inter?
“Mi sono ritrovato libero, dopo il fallimento dello Spezia (2007-08, ndr): oltre al club nerazzurro, mi voleva la Sampdoria ed un paio di squadre straniere”.
2008-09 nelle fila della Primavera allenata da mister Esposito.
“In quella squadra c’erano Mbida, Caldirola, Destro, Obi, Fortunato, Santon, Belec e Krhin: quell’anno, vado a memoria, ho collezionato circa 28-30 presenze”.
L’anno successivo?
“Sempre Primavera, questa volta allenata da mister Pea dove, tra gli altri, militavano anche Alibec e Stevanovic: feci una grande stagione fino a dicembre quando, proprio nel derby contro il Milan, mi ruppi il crociato del ginocchio sinistro e il resto della stagione lo passai ai box”.
La scorsa stagione l’Inter ti manda in prestito al Padova.
“Sì, nel 2010-11 sono andato via dall’Inter: i primi sei mesi sono stato in serie B, nel Padova di Calori; poi – a fine gennaio scorso – sono sceso di categoria, in Lega Pro, per militare nel Monza”.
Qual è il tuo bilancio?
“È stata complessivamente una buona stagione: ho recuperato dal mio infortunio, ho fatto esperienza, ho conosciuto due realtà importanti come Padova e Monza”.
Quest’anno, invece, sei a Piacenza.
“Sono in prestito, così come le due esperienze dello scorso anno, dato che ho un contratto con l’Inter fino al 2014. A Piacenza sto molto bene, gruppo ottimo e atmosfera molto bella: sto giocando molto di più che lo scorso anno. L’unico rammarico è quello di non essere ancora riuscito a partire titolare: ma la stagione sta vivendo le sue fasi cruciali e spero di poter mettermi ancora più in mostra”.
Facciamo un salto al periodo nerazzurro: a chi devi il tuo grazie?
“Un mio ringraziamento particolare va al diesse Ausilio che ha creduto in me e mi ha proposto un contratto importante. Poi, ovviamente, a tutta la società e a tutto lo staff tecnico e sanitario che mi ha curato e seguito nel post-infortunio. Qui a Piacenza, invece, voglio ringraziare Massimo Melucci, grande giocatore e grande uomo: una figura molto importante per me, non solo dal punto di vista sportivo ma, soprattutto, umano”.
Ti sei allenato con l’Inter di Josè Mourinho.
“Sì, è vero. Lui, per me, è l’allenatore: è stato fantastico e, da questo punto di vista, posso raccontare un aneddoto”.
Prego.
“Ricordo che c’era una trasferta importante, contro la Juventus, e Chivu non stava bene: aveva delle noie muscolari. Mou si avvicinò e mi disse: “Bambino, se Cristian non ce la fa tieniti pronto…”, ma Chivu si ristabilì…”.
Com’è allenarsi con i campioni? Dicci di loro.
“Milito ha movimenti eccezionali; Thiago Motta un possesso di palla spaventoso; Sneijder, poi, una classe inarrivabile”.
Descriviti: quali sono le tue caratteristiche?
“Sono un giocatore veloce, che possiede un piede sinistro caldo e potente: posso giocare a tutto campo, sia basso – come qui a Piacenza – che da ala sinistra e mettere in area cross invitanti per le punte”.
A quale giocatore ti ispiri?
“Guardo con molto interesse alle performance del fiorentino Manuel Pasqual: mi piace molto il suo gioco, come difende, come spinge sull’out mancino”.
Mentre il duo idolo chi è?
“Javier Zanetti: il capitano di tutti noi nerazzurri e l’esempio in campo e fuori”.
Propositi per il futuro?
“Spero di farmi valere in questo finale di stagione nel Piacenza e di poter prolungare il contratto con l’Inter: poi, come al solito, sarà il campo a parlare…”.
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(Si ringrazia, per la disponibilità e la collaborazione, il Responsabile della Comunicazione del Piacenza Calcio Footbal Club, dott. Camillo Delnevo).