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Antonio Pintus: "In Spagna si fa sul serio anche in allenamento. Calcio italiano più lento per questo"

di Christian Liotta
Fonte: Il Ducato

Antonio Pintus, preparatore atletico del Real Madrid che in passato ha lavorato anche all'Inter, ha raccontato i segreti dei Blancos in una lectio magistralis all’evento 'Training in Soccer: all in one day', organizzato dalla Scuola di Scienze motorie di Uniurb e dedicato all’evoluzione del calcio negli ultimi anni. Agli studenti e al quotidinao locale Il Ducato, Pintus ha spiegato il suo punto di vista: "L’allenatore è il direttore tecnico della squadra, viene sempre prima del preparatore. Il nostro problema è che ci riteniamo troppo importanti o troppo poco importanti, serve equilibrio. All’epoca ci si allenava forse in maniera più pratica, mentre oggi abbiamo un approccio più scientifico e multidisciplinare".

Pintus invita poi gli uditori a non sottovalutare l'aspetto umano in un calcio dove i dati hanno un peso sempre più elevato: “Io non alleno i dati, io alleno i giocatori. Nel 1995 riuscivo a calcolare il picco di potenza con un semplice cronometro. Potevo allenare una squadra anche usando sedie e secchi di patate”. Sono state numerose le domande dei presenti per capire i segreti delle vittorie di Pintus, ma il preparatore atletico ha parlato di concretezza e semplicità: “Se volete che un giocatore corra di più o più veloce, fatelo correre”. Infine, Pintus spiega perché si è generata a suo dire tutta questa differenza tra il calcio italiano e quello di altre realtà europee: “Se siamo più lenti di inglesi e spagnoli è perché durante l’allenamento loro fanno sul serio. Al Real, tutti vogliono vincere le partitine. Se Dani Carvajal perde, volano le bottiglie”.


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