Ausilio, l'esempio di Akanji e una delle linee guida sul mercato dell'Inter
Con la vittoria dello Scudetto è scattato automaticamente l'obbligo di riscatto da parte dell'Inter di Manuel Akanji. Un riscatto che, comunque, sarebbe stato esercitato a prescindere, visto l'impatto avuto dallo svizzero sui successi della squadra, prima da braccetto e poi da centrale in corso d'opera. Un'operazione che si è sviluppata proprio l'ultimo giorno di mercato, parallelamente all'uscita, direzione Marsiglia, di Benjamin Pavard. E Piero Ausilio, direttore sportivo dell'Inter, ne ha parlato durante l'intervista concessa ad Alessandro Cattelan per 'Supernova', indicando anche una parte delle linee guida del mercato nerazzurro: "Ci sono giocatori che hanno una personalità, un carisma e un collegamento, un legame con la vittoria che spesso coincide. Ci sono giocatori vincenti che hanno nel DNA la vittoria e che la trasmettono e noi ogni tanto andiamo a cercare anche quel tipo di giocatore. Per vincente non intendo dire soltanto il titolo, perché poi il titolo è un risultato di squadra e ci sono una serie di componenti che vanno a interagire, ma quello che ha quell'energia, quella mentalità, quella voglia che non vuole mai arrendersi, ma anche durante gli allenamenti, cioè la competitività che tu vedi durante gli allenamenti, nelle partite fra di loro, ci sono alcuni che veramente si ammazza proprio fisicamente per prevalere sempre sull'avversario che in quel caso può essere anche un compagno. E ci sono, e questi giocatori con questo DNA secondo me sono quelli che in ogni squadra che diventa vincente, sarà vincente, alla fine ne devi avere perché non puoi non passare da questi. E a volte vai anche a cercare quei giocatori che hanno vinto in quelle squadre".
Dopo questo preambolo, il diesse va al sodo facendo un nome che riassume tutto il concetto: "Faccio l'esempio di Akanji, è stata una bella opportunità perché a luglio non pensavi di poter arrivare ad Akanji. Poi ti accorgi che magari è stato messo un po' in discussione dal suo club, che magari vogliono fare altro tipo di investimenti, che potrebbe essere sul mercato un giocatore di quel tipo. C'erano altre squadre che si erano buttate un po' su di lui (il Milan, ndr). Quando prendi Akanji lo prendi perché sai che ti arriva dal Manchester City, sai che ha vinto tanto, sai che ha lavorato con Guardiola e ti aspetti da lui che venga a trasferirti quel carisma, quella personalità, quella mentalità vincente che in effetti ha dimostrato di avere".