Ausilio svela: "Abbiamo strappato Thuram al Milan. Ma prima mi fece parlare col padre"
"Nelle trattative le difficoltà ci sono sempre". Parola di Piero Ausilio che nel suo lungo intervento dal palco del Festival della Serie A (LEGGI QUI l'intervento completo) è tornato anche sulle negoziazioni che portarono poi a Milano, Marcus Thuram. Giocatore che "con orgoglio" Ausilio ricorda di aver "strappato al Milan".
"Che il Milan fosse su sul calciatore era la realtà, c'erano anche altre squadre importanti europee e anche economicamente molto, molto forti e strutturate e straniere - racconta Ausilio -, lui scelse l'Inter per un motivo molto preciso. Noi già due anni prima lo avevamo individuato e lui scelse l'Inter. Giocava al 'Gladbach, e per intendirci era l'anno in cui Lukaku si era trasferito al Chelsea, noi avevamo già preso Dzeko e ci serviva un terzo attaccante e avevamo pensato a lui. La cosa bella e particolare è che lui non giocava in attacco, noi giocavamo già col 3-5-2 e lui non era un attaccante, ma giocava esterno a sinistra. E invece eravamo convinti che Marcus invece avesse proprio le caratteristiche che servivano a noi per giocare in quel sistema di gioco quindi chiamai lui che alzò le mani e disse: 'Parla con papà'. Tra l'altro Lilian penso che anche qui a Parma lo ricorderete tutti come un grandissimo campione e un grandissimo uomo. Mi chiese di spiegargli bene il progetto, era molto curioso e voleva capire perché pensavamo che Marcus potesse diventare un attaccante e quindi spostarlo dalla sua posizione più naturale, dove aveva sempre giocato. Gli spiegammo tutto, quali erano le nostre idee e perché doveva venire all'Inter e giocare in quel sistema di gioco. Mi diedero l'ok, si formalizzò praticamente tutto, se non fosse che si fece male ad un ginocchio in una partita contro il Leverkusen e ci fu questo impedimento e abbiamo dovuto ritardare di due anni l'operazione. Lo abbiamo perso per due anni, in realtà poi lo abbiamo recuperato praticamente a costo zero, quindi direi che è stato comunque un bene anche così", ha raccontato con soddisfazione e anche un po' di orgoglio personale.