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Bellinazzo: "La Champions porta delle cifre enormi. Basti pensare all'Inter"

di Christian Liotta
Fonte: Tuttonapoli.net

Quanto pesa la qualificazione in Champions League sui conti dei club partecipanti, per il Napoli in particolare? A questa domanda risponde Marco Bellinazzo, giornalista de Il Sole 24 Ore, ai microfoni di Radio Tutto Napoli. E la sua risposta suona alquanto lapalissiana: "Parliamo di cifre enormi. Il Napoli può garantirsi un assegno minimo tra i 50 e i 60 milioni di euro tra partecipazione alla Champions e piazzamento in campionato. Poi, naturalmente, più vai avanti e più incassi: basti pensare all’Inter, che arrivando in finale ha superato i 130 milioni. Vanno aggiunti anche botteghino, sponsor e bonus commerciali. La Champions cambia completamente la gestione economica di un club”.

Perché ci sono differenze nei ricavi tra le squadre qualificate?
“La UEFA ha modificato i parametri negli ultimi anni, premiando molto di più i risultati sul campo rispetto al market pool. In teoria il sistema è più democratico, ma in pratica finisce per favorire quasi sempre i club più ricchi e strutturati, quelli che arrivano regolarmente nelle fasi finali”.

Perché il calcio italiano continua a perdere terreno?
“Le cause sono tante. Nel mio libro ‘La fine del calcio italiano’, scritto nel 2018 dopo la prima mancata qualificazione al Mondiale, avevo indicato un decalogo di cose da fare. Purtroppo non è stato fatto quasi nulla. Servono stadi moderni, centri sportivi, internazionalizzazione e una visione industriale del sistema calcio”.

Manca la volontà o il sistema Italia frena tutto?
“Entrambe le cose. C’è una burocrazia che non aiuta, basti pensare alla vicenda stadio di Milano. Ma il vero problema è che in Italia il calcio non è mai stato visto come un’industria comune. Negli Stati Uniti i proprietari delle franchigie NBA sono rivali sul campo ma lavorano insieme fuori. Qui ognuno pensa al proprio orticello”.


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