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Bilanci, Inter prima in classifica in Italia. Juventus e Milan sul podio, cresce il Bologna

di Redazione FcInterNews.it

L’Inter si conferma il club con il fatturato più elevato del calcio italiano. Nella stagione 2024/25 i ricavi hanno raggiunto quota 567 milioni di euro, in crescita di quasi il 20% sui 473,2 milioni registrati nel 2023/24. Il dato fa riferimento al bilancio chiuso al 30 giugno scorso e rappresenta, come comunicato dalla stessa società nel report finanziario, il valore più alto di sempre e un record per la Serie A. Alle sue spalle, con un distacco contenuto, si posizionano la Juventus (ora alle prese con i rumors su una possibile cessione della società, smentita poi categoricamente da Exor), a 529,6 milioni di euro, e l’AC Milan, che con un turnover di 494,5 milioni (+10% sullo scorso anno) si avvicina progressivamente alla soglia dei 500 milioni. Numeri ancora lontani da quelli dei giganti della Premier League – basti pensare che il Manchester City ha chiuso la scorsa stagione con ricavi pari a 858 milioni di sterline, (983 milioni di euro) contro i 789,3 milioni di quest’anno – ma che raccontano di club italiani in fase di crescita, sebbene ancora alle prese con livelli di indebitamento ancora elevati. Oltre che dalle entrate legate ai ricavi da gara, royalties e diritti tv e soprattutto dagli introiti legati alle plusvalenze dei giocatori, i club sono sempre più orientati a individuare nuovi asset su cui fare leva, anche valorizzando le specificità del sistema-Paese (qui trova terreno il caso unico del Como 1907 e, stando alle ultime dichiarazioni, possibili piani futuri dell’Olbia Calcio).

Tornando ai numeri della prima squadra della classifica, il primato del ‘Biscione’ è trainato in larga parte dai diritti televisivi, che hanno raggiunto i 264 milioni di euro (ben più alti dei 154,2 milioni ‘intascati’ dai rossoneri e dei 177,4 milioni della Juve), in netto aumento rispetto ai 176,4 milioni della stagione 2023/24, oltre che da sponsorizzazioni e ricavi da matchday. A questo si aggiungono i ricavi legati ai risultati sportivi, in particolare la finale di Champions League e la partecipazione al Mondiale per Club, che insieme hanno inciso per circa il 30% del fatturato complessivo. Come evidenziato dal report della società, il progetto di bilancio si è poi chiuso con un utile netto di 35,4 milioni di euro, in netto miglioramento rispetto alla perdita di 35,7 milioni dell’esercizio precedente, con un incremento complessivo del valore della produzione pari a 70 milioni di euro. Sul fronte dei costi, le spese della produzione evidenziano un aumento fisiologico del 3,8%, pari a circa 18 milioni di euro, per un totale di 482 milioni.

Guardando alla classifica nel complesso, tra le prime dieci squadre, scendendo dal podio si piazzano in ordine l’Atalanta, il cui business ha raggiunto 320 milioni (in crescita sui 242,1 milioni realizzati la scorsa stagione), e il Napoli, che però scivola da 328,2 a 290 milioni nonostante la vittoria del quarto scudetto. Un risultato in netto peggioramento – con un rosso di 21,4 milioni di euro – rispetto al 2024, quando la squadra partenopea aveva segnato un dato positivo di 63 milioni di euro ed il primo bilancio negativo dopo due anni consecutivi in utile. Per la 'Dea’ prosegue invece senza sosta il momento di slancio, con risultati che parlano del decimo bilancio positivo consecutivo e di un valore della produzione che segna un altro record, passando da 242,1 a 318,4 milioni di euro (+31 per cento). Sempre tra le prime dieci, la decrescita della squadra partenopea è seconda solo alla discesa (-33%) della Lazio, il cui fatturato è sceso a 157,5 milioni di euro dai precedenti 236,4 milioni. Un bilancio che risente della mancata partecipazione alla Champions, complici anche il calo dei ricavi da plusvalenze, nonostante la diminuzione dei costi, e che segna una perdita pari a 17,1 milioni di euro. Migliora (seppur di poco) la situazione della Roma: come sottolineato nei mesi scorsi dal senior advisor Claudio Ranieri, l’obiettivo più importante sarebbe stato “tenere i conti veramente a posto”, evitando a tutti i costi “il rosso”. Sul tavolo, la priorità dei giallorossi è rientrare nei parametri del fair play Uefa, avendo già violato le norme finanziarie e firmato nel 2022 un accordo transattivo che imponeva un graduale percorso di rientro e prevedeva un set di sanzioni intermedie. Secondo quanto comunicato dalla società la stima sul fatturato é di circa 270 milioni di euro (-11% sull’esercizio precedente) con un rosso di 53,9 milioni, in miglioramento di circa 27,5 milioni.

Su un campo dai confini decisamente più nitidi si sta invece giocando la partita del Bologna, che nell’ultimo anno è cresciuto di ben 92 punti percentuali (il fatturato segna 224 milioni di euro rispetto ai precedenti 116,8 milioni), spinto dall’approdo in Champions e dal raddoppio dei ricavi da biglietteria. Un risultato che riporta per la prima volta dal 2004 i rossoblù in positivo e che a guardare i ricavi mette a segno la crescita più importante di tutta la Serie A. Meno promettente l’annata della Fiorentina, che archivia un’annata in leggero peggioramento (-1%). Ultima infine l’Udinese che si guadagna il decimo piazzamento grazie un ritorno all’utile orfano di sei stagioni. Il club friulano ha infatti registrato un utile positivo per 2,9 milioni e un fatturato in crescita a doppia cifra (+19 per cento) pari a 140 milioni. Nel complesso dunque (togliendo dal calcolo la Roma per mancanza di bilancio relativo al 2025), le squadre nella stagione 2024/25 hanno fatturato 2,91 miliardi di euro, circa il 13,67% rispetto ai 2,65 raggiunti nella stagione 2023/24.

(studio dedicato dal gruppo Pambianco all'analisi dei bilanci delle squadre di calcio italiano).


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