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Braida: "Mi viene da piangere vedere il Milan così. C’è una crisi d’identità”

di Ludovica Ferrante

Intervenuto al Festival della Serie A, Ariedo Braida ha analizzato con grande sincerità il momento che sta attraversando il Milan, senza nascondere la propria amarezza: “Io sono innamorato del Milan. Il Milan ce l'ho nel cuore e, devo dire la verità, mi viene quasi da piangere a vederlo in questa situazione. Diciamo una cosa: c'è una crisi d'identità. Bisogna ricostruire una storia. La storia è importante, senza quella non c'è futuro”.

Braida ha poi lanciato un messaggio a chi oggi guida il club: “Auguro a chi ha la responsabilità di ricominciare da questo punto. La strada è lunga ma penso che il Milan abbia un passato importante che non si può cancellare”.

“Mancano figure di riferimento come Berlusconi e Galliani”

Alla domanda su cosa lo colpisca maggiormente dell’attuale situazione rossonera, l’ex dirigente ha individuato una perdita di identità e leadership. “Quando le cose non vanno bene, i risultati sportivi sono importanti. Anche questa crisi di identità dove non vedo quello che è stato sempre per me il Milan dove c'era un punto di riferimento importante, grande, grandissimo come Silvio Berlusconi e anche Adriano Galliani. Manca qualcosa che debba dare lo slancio al Milan per ripartire”.

Il giudizio su Leao

Braida ha poi commentato la situazione di Rafael Leao, riconoscendone il talento ma sottolineando la necessità di maggiore continuità. “Non voglio sostituirmi a chi ne ha la responsabilità. Leao comunque ha delle qualità importantissime. È chiaro che se poi tu non le trasmetti sul campo tutto è vano. Sono tra l'incudine e martello. Giocatori di grandi qualità oggi sono difficili da vedere, lui ha delle grandi qualità però a volte non sono sufficienti”.

“Non si può non partire dalla storia di Maldini”

Sul tema Paolo Maldini, Braida è stato netto: “Maldini, a cominciare dal papà, ha scritto la storia del Milan. Prima il padre poi Paolo hanno vinto tutte le Champions League del Milan. Non si può non partire dalla storia. Ibra non si discute, è stato un grande campione. Calcisticamente parlando chapeau. Però a volte deve avere l'umiltà di imparare”.


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