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Calcagno (AIC): "L’idea di un ex calciatore nei ruoli chiave è una necessità"

di Ludovica Ferrante

Dopo gli incontri con i candidati alla presidenza della FIGC Giovanni Malagò e Giancarlo Abete, il presidente dell’Associazione Italiana Calciatori Umberto Calcagno ha fatto il punto sulle priorità emerse dal confronto con le componenti del calcio italiano.

“Sensazioni positive, abbiamo condiviso gli aspetti importanti di ciò che si dovrà fare. Sia riguardo al Club Italia, sia sul coinvolgimento nella parte apicale di un ex calciatore che abbia un ruolo importante, sia sulla situazione dei vivai nazionali. Non occorre ripetere i ragionamenti fatti in queste settimane: serve una regia unica federale che metta tutti insieme per affrontare i problemi”.

Sulle priorità dell’AIC, Calcagno ha chiarito l’approccio: “A noi la lista della spesa non piace come modalità di interlocuzione. I problemi sono noti e sappiamo cosa serve fare. L’aspetto fondamentale è che la parte tecnico-sportiva è strettamente legata a quella economica”.

Un punto centrale riguarda il sistema dei campionati minori: “Serve rivitalizzare il mercato interno, dando maggiore centralità a Serie B e Lega Pro. Abbiamo visto come giovani inseriti quasi per caso possano poi fare molto bene: è un segnale importante”.

Sul tema delle risorse: “Una migliore redistribuzione potrebbe dare beneficio anche al mercato interno e alla crescita dei calciatori italiani”.

Ampio spazio anche al ruolo degli ex calciatori nei ruoli dirigenziali: “È una necessità condivisa. Non abbiamo ancora nomi perché prima bisogna definire il ruolo, ma avere figure di riferimento per giocatori e allenatori del Club Italia sarebbe fondamentale. Con Vialli e Buffon si è già fatto un passo avanti, ora serve proseguire”.

Infine, sull’ipotesi di ripescaggio della Nazionale: “Preferisco non entrare nel tema, non mi risulta sia all’ordine del giorno”.


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