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Calcagno: "Dobbiamo capire perché la Serie A preferisce investire sugli stranieri"

di Christian Liotta

"Il dispiacere (per la mancata partecipazione ai Mondiali, ndr) è ancora forte, l’unica riflessione possibile è che questa sconfitta può diventare un’opportunità, sia per portare avanti progetti già in corso, sia per cercare di fare un salto di qualità su tante situazioni". Questo è l'auspicio che il presidente dell'Assocalciatori Umberto Calcagno ha espresso ai microfoni di Tutto Mercato Web, dove si esprime anche sulle proposte emerse in questi giorni tra le quali quella di attivare la fatidica riduzione degli organici dei campionati: "Io non partirei dal numero, il concetto è che non abbiamo più bisogno di contrapposizioni. Dobbiamo migliorare in tutti i contesti, a partire da come insegniamo il calcio a bambine e bambini. E poi bisogna migliorare nella ‘rifinitura’: se le nazionali giovanili vincono tanto, ma poi quando arrivano tra i professionisti quegli stessi calciatori non hanno uno sbocco, e non mi so spiegare perché. Le seconde squadre hanno un po’ aiutato, ma per esempio dobbiamo capire perché la Serie A preferisce investire sugli stranieri. Il nostro è un mondo che deve parlarsi di più: oggi abbiamo creato, magari in buona fede, tante contrapposizioni che non hanno più senso di esistere". 

Vede anche una contrapposizione tra seconde squadre e campionato Primavera?
“No, anche se probabilmente bisognerà abbassare nuovamente l’età massima del campionato Primavera, che era stata alzata pochi anni fa. Però in una squadra ci sono ragazzi già pronti per andare in prima squadra, ragazzi pronti per la seconda squadra e altri che possono alternarsi fra seconda squadra e Primavera, ragazzi che  possono alternarsi fra seconda squadra e Primavera, ragazzi che sono più adatti a un prestito valorizzato in Serie C. Servono tutti gli strumenti per far crescere i giovani". 


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