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Carnevali e il rapporto con Marotta: tutto nacque con atto di... fiducia

di Fabio Costantino

Nel corso di una lunga intervista, molto personale, concessa a Marco Nosotti per il suo programma 'Colpi da Maestro', l'amministratore delegato del Sassuolo, Giovanni Carnevali, ha parlato del suo rapporto ormai datato con Beppe Marotta, presidente dell'Inter. Il discorso nasce dal primo incontro: "Era dirigente a Varese e io ero nella Solbiatese. Tante volte giocavamo contro il Varese, eravamo molto collegati. Enrico Arcelli, preparatore atletico che rappresentava un luminare del ruolo, era anche il preparatore del Varese. Nella categoria giovanissimi, abbiamo vinto un campionato e ceduto tantissimi giovani calciatori, tranne un ragazzo che non ero riuscito a cedere. Per l'aspetto umano soprattutto, perché ne avevo venduti 17 su 18".

Poi entra in scena Marotta: "Mi ricordo che quell'anno Marotta aveva avuto interesse per due ragazzi. Andai a Monzello, nacque subito un feeling con lui, mi chiese come fossero questi due ragazzi. Io dissi che erano due buoni giocatori, poi gli raccontai di un calciatore che non aveva comprato nessuno. Per me il migliore di tutti, nonostante fosse l'unico non venduto. Marotta si fidò di me: 'Prendo anche questo ragazzo'. Per me fu come togliermi un peso. Gli altri due li vendiamo per 5 milioni di vecchie lire come concordato, questo ragazzo invece lo regalo. Non voglio nulla, perché penso possa darci grosse soddisfazioni. Da lì Marotta mi prese in simpatia, poi mi diede la possibilità di entrare nel Calcio Monza, con un presidente e una società straordinaria".


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