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Caso Rocchi, Abodi: "Trasparenza, tempestività e parità di trattamento, con chiunque"

di Ludovica Ferrante

Il mondo del calcio è stato scosso oggi dalla lunga lettera di denuncia inviata dall'ex assistente arbitrale Domenico Rocca all'AIA, dalla quale è scaturita l'indagine che ha portato la Procura di Milano ad aprire un’inchiesta ai danni di Gianluca Rocchi. Già nel maggio 2025 il 42enne di Vino Valentia aveva sottolineato l’atteggiamento della classe arbitrale in occasione della partita tra Inter e Roma, in cui venne negato un rigore solare alla formazione nerazzurra per una trattenuta di Evan NDicka ai danni di Yann Bisseck nei minuti finali della gara.

Oggi della questione ha parlato anche il Ministro dello Sport Andrea Abodi: “C’è solo un modo per tutelare il sistema sportivo in tutte le sue articolazioni e rispettare i tifosi, gli appassionati e gli innamorati dello sport, a partire dal calcio: trasparenza, tempestività e parità di trattamento quando si affrontano ipotesi di inosservanza delle norme sportive, tanto più quando hanno possibili risvolti penali. E farlo sempre e con chiunque!

Leggo, come tutti voi, i risvolti che stanno emergendo sull'indagine della Procura di Milano, partita dalla denuncia di un ex tesserato dell’Associazione Italiana Arbitri. Lasciando all'autorità giudiziaria il compito di svolger il proprio lavoro e senza voler entrare nel merito dell'operato del designatore della Can Rocchi, l'aspetto più grave che emerge è il modo in cui la stessa denuncia sia stata gestita all'interno del sistema calcistico. Finora, nessun riscontro pubblico, così come non sappiamo chi abbia ricevuto la denuncia e quale organo sia stato investito della questione per verificarne la sussistenza. Mi aspetto, quindi, di ricevere formalmente dal CONI , prima possibile, informazioni in merito alla vicenda. Nel caso in cui fossero accertate responsabilità, non potranno non esserci conseguenze.


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