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Cherubini: "Seconde squadre in Serie D, vi spiego. Sulla Serie A a 18..."

di Christian Liotta

Tra i tanti temi toccati da Federico Cherubini, AD del Parma, nel corso dell'intervista rilasciata a Calcio e Finanza, ha parlato anche della questione riforme nel mondo del calcio, tema caldissimo vista l'imminenza delle elezioni per il nuovo presidente della FIGC. Tra le possibili novità che periodicamente vengono proposte c'è quella del ritorno della Serie A a 18 squadre come non accade dal 2004. Qual è il pensiero del club ducale in merito? "È un tema su cui i club di Serie A strutturalmente saranno divisi perché è evidente che sia un tema di contrasto. Anche lì bisognerebbe ragionare di sistema, non per la Serie A o per Inter, Juventus o Milan. È meglio che siano 18 o rimanere a 20? Se lo chiediamo alle big la risposta la sappiamo, ma il sistema che benefici può avere? Quali sono le ricadute? È evidente che noi oggi siamo in una posizione in cui dobbiamo consolidare la nostra presenza in Serie A, sappiamo che con 20 squadre è più facile riuscirci".

Cherubini è stato tra i principali fautori del progetto delle seconde squadre ai tempi della Juventus. Nei giorni scorsi, ha detto che sarebbe meglio partissero dalla Serie D: come mai?
"In tanti si sono meravigliati, ma chi conosce il sistema europeo sa che il 60% delle seconde squadre dei top club gioca in quarta divisione. Per club come Juventus, Atalanta, Milan o Inter la Serie C può andare bene, ma per realtà come il Parma la Serie D sarebbe ideale. Oggi la nostra Primavera in Serie C farebbe fatica: serve anche un cambio culturale, capire che la Serie D può essere parte del percorso di crescita. E anche la cultura del prestito è qualcosa che va rivisto, è soprattutto italiana: così la Serie C è diventata sviluppo per conto terzi, ha perso la sua vocazione formativa. In più, anche alcune norme, come l’abolizione del vincolo sportivo, hanno penalizzato club e ragazzi: se investi sui giovani devi poter tutelare quel patrimonio, altrimenti diventa difficile costruire strutture e programmi di crescita". 


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