Collina: "VAR sul secondo giallo, per qualcuno non era una priorità. IL FVS sta funzionando bene"
Dopo l'annuncio delle nuove misure che saranno adottate a partire dai prossimi Mondiali da parte dell'IFAB, il responsabile FIFA degli arbitri Pierluigi Collina spiega l'obiettivo di queste modifiche alla Gazzetta dello Sport. Ecco alcune sue risposte: "L’obiettivo è eliminare, o limitare al massimo, le perdite di tempo che riducono la spettacolarità della partita. Lo scorso anno abbiamo introdotto la '8 seconds rule' per i portieri: un grande successo. Pochissimi i casi in cui è stato concesso un angolo, l’effetto deterrente ha funzionato. Considerato il tempo perso per i tanti calci di rinvio e falli laterali abbiamo pensato di trovare una soluzione".
VAR e secondo giallo: qualcuno dirà “perché non l’hanno inserito subito?”
"Quando nel 2016 venne decisa la sperimentazione del VAR; la tecnologia era molto diversa. Il protocollo fu scritto da zero, prendendo spunto da altri sport, come il rugby, e i video match officials non avevano esperienza. Oggi la situazione è diversa. Un esempio è la seconda ammonizione chiaramente sbagliata: l’espulsione che ne deriva, oltre a essere ingiusta per il giocatore, può avere un impatto sul risultato della partita. Sono alcuni anni che ne stiamo discutendo e purtroppo finora qualcuno non l’aveva considerata come una priorità. Peccato...".
Il VAR a chiamata è un’ipotesi?
"Sta funzionando molto bene il Football Video Support, che però prevede l’utilizzo in partite con un numero limitato di telecamere. C’è la volontà di fare una valutazione complessiva di cosa potrebbe essere migliorato. Vedremo...".
Ci sono novità sul fuorigioco?
"È stato deciso di portare avanti la sperimentazione di diverse soluzioni e fra queste il Canada testerà il day-light (la luce tra attaccante e difensore, ndr) nel suo campionato maggiore".