Condò: "Ecco perché alcuni parametri zero all'Inter hanno reso meglio di Openda e David"
L’Inter può essere un modello economico per le altre? A rispondere è Paolo Condò che a Sky Sport, dove è stato chiamato a rispondere ad un paragone tra la rosa di Chivu e quella di Spalletti alla luce del lavoro societario svolto nelle finestre di mercato scorse: "L'Inter ha tanti giocatori presi a parametri zero e nell’elenco di questi giocatori presi dall'Inter ci sono anche Calhanoglu e Mkhitaryan, due calciatori che sono stati presi dal campionato italiano". Una variabile che fa tutta la differenza del mondo secondo Condò che invita a riflettere sull'argomento prendendo in esame proprio alcuni acquisti della Vecchia Signora: "Se vado a vedere il sostanziale fallimento di Openda, David non lo ritengo fallimento totale ma in generale se anche il suo rendimento, come quello di Openda, mi ha sorpreso in negativo guardando al loro curriculum. Il cosiddetto ambientamento nel campionato italiano lo hanno pagato tantissimo" ha detto prima di contrapporre al percorso dei due giocatori di Spalletti sopraccitati il percorso fatto da Calhanoglu.
"Calhanoglu invece veniva dal Milan, veniva addirittura dalla stessa città e da una squadra dello stesso livello e dicendo questo ti spiego perché invece la Juventus è rimasta delusa da Koopmeiners: perché per quanto l’Atalanta sia un club top in Italia da qualche anno, Bergamo non è Torino e la maglia non pesa allo stesso modo. Vlahovic invece è arrivato dalla Fiorentina alla Juventus e magari ha fatto un 7 anziché l'8 che ci aspettavamo ma non si può dire sia stato una delusione. È probabile che queste difficoltà soprattutto tattiche si possano curare andando a prendere giocatori dal campionato italiano. Ti faccio un nome che in questo momento è nella bocca di tutti i club italiani che è Palestra, l’Atalanta cercherà di tenerselo ma se dovesse venderlo una delle squadre scoperta nel ruolo di terzino destro è certamente la Juventus. Secondo me la questione è che in Italia manca una big spender: comincio a pensare che per rilanciare il nostro calcio ci sia bisogno di rilanciare una di queste squadre a costo di perdere qualcosa nella competitività del campionato. Non riusciamo ad essere attrattivi probabilmente perché sappiamo di non poter andare oltre certo punto".