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Condò: "Esposito titolare? Thuram si è ripreso ciò che era suo"

di Antonio Di Chiara

Paolo Condò dedica il suo editoriale sul Corriere della Sera a quanto visto durante Torino-Inter di ieri. "In attesa della finale di Coppa Italia con la Lazio, ultimo picco agonistico della stagione, l’Inter procede verso lo scudetto col pilota automatico, il che a volte può implicare qualche intoppo. È il caso del pareggio di ieri in casa del miglior Torino stagionale".

"Non tutti i mali vengono per nuocere: 10 punti di vantaggio a quattro turni dalla fine assegnano alla partita col Parma di domenica sera a San Siro le potenzialità della grande festa. Insomma, il locale è prenotato e se c’era qualcosa da pagare alla contaminazione tra la corsa della squadra e l’inquietudine per l’inchiesta annunciata, è stato versato ieri".

"La verticale di gioco che ha portato al primo gol nerazzurro ha fissato due verità profonde della stagione. La prima in armonia con ciò che vediamo da agosto: l’assist al bacio di Dimarco è stato il 17esimo del campionato (col corner per Bisseck salirà a 18), uno ogni due gare, un record che illumina la principale autostrada del gol nerazzurro. La seconda invece è una verità recuperata, e riguarda il peso dentro a questa squadra e dentro a questo ciclo di Marcus Thuram, che due mesi fa sembrava in scadenza: un po’ per qualche persistente problema di usura, un po’ per l’affermazione di Esposito, che a regola il prossimo anno dovrebbe partire titolare accanto a Lautaro. Ebbene, con i 17 gol complessivi, una condizione che promette ulteriori bersagli e quel sorriso che funziona da collante del gruppo, è giusto riconoscere che Thuram si è ripreso tutto ciò che era suo — come aveva già fatto Calhanoglu —e a 29 anni (li compie ad agosto) il suo orizzonte interista rimane profondo".


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