Cucchi: "Per la presidenza FIGC servono idee più dei nomi. E per il ct non serve l'esperienza, quella ha fallito"
Intervenuto su Rai Radio 1, Riccardo Cucchi ha parlato del difficile momento che sta attraversando il calcio italiano: "Sono rimasto sorpreso, in negativo" ha premesso prima di parlare anche del delicato post-Gravina: "Sono rimasto deluso dal fatto che le dimissioni di Gravina e dello stesso Gattuso non siano arrivate immediatamente dopo l'eliminazione con la Bosnia, sono serviti 2-3 giorni. Di fronte ad un disastro sportivo di queste proporzioni il senso di responsabilità avrebbe dovuto comportare l'immediato passo indietro. Sostituto di Gravina? Non è questione di nomi, ma di idee. Non è un uomo che può cambiare le sorti del nostro calcio. Né sulla panchina della Nazionale, né in Federazione. Ci vogliono progetti, una rivoluzione, la capacità di cambiare il sistema. Di tornare a capire come allevare talenti. Questo è il grande problema. Non ne siamo più capaci, non è possibile che in 20 anni non siano più nati calciatori come Totti, Pirlo, Del Piero".
Per favorire tutto questo come vedrebbe una figura d'esperienza come ct, come possono essere Conte, Allegri e via dicendo?
"Non è un problema d'esperienza: quanti ct si sono alternati in questi tre fallimentari tentativi di approdare al Mondiale? Ha fallito Mancini, che aveva vinto il titolo europeo, ha fallito Spalletti che è un signor allenatore, poi il povero Gattuso che probabilmente fra i tre è quello più 'fragile', con meno responsabilità. Il problema non è la guida: se non hai un gruppo di giocatori di talento sul quale puntare, come fai a creare una Nazionale? Per quale ragione in Spagna in ogni generazione nascono talenti come Yamal in grado di dare lustro alla Nazionale e in Italia no? Non è una questione legata al fatto che non nascano, evidentemente non siamo capaci di farli diventare campioni".