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Cuesta: "Ecco perché mi ispiro a Mourinho. Suzuki pensi al presente"

di Christian Liotta

Raggiunto dal quotidiano spagnolo AS, Carlos Cuesta, tecnico del Parma, ha fatto un bilancio di questa sua ottima prima stagione alla guida dei ducali, dove è arrivato in sostituzione di Cristian Chivu che dopo aver portato i gialloblu alla salvezza è approdato all'Inter dove ha vinto Scudetto e Coppa Italia. Raccontando il suo primo discorso alla sua nuova squadra: "Prima di arrivare, la prima cosa che ho fatto è stata parlare individualmente con i giocatori e con i membri dello staff. Volevo che avessero una prima impressione di me. Abbiamo parlato di cosa mi aspettavo da loro e di cosa loro dovrebbero aspettarsi da me, della responsabilità che abbiamo nel rappresentare questo club e del privilegio che ne deriva. Devono dare il massimo e mantenere un livello di impegno e dedizione assoluti. Avranno anche la mia totale dedizione, la mia porta aperta 24 ore su 24, 7 giorni su 7 per qualsiasi cosa. Ma la mia unica condizione non negoziabile è questa: che sappiano che stanno dando assolutamente tutto per diventare giocatori migliori. Nessuna promessa riguardo al tempo di gioco di ciascuno, ma sarò sempre lì per aiutarli".

Mourinho, il punto di riferimento


A proposito di fonti d'ispirazione, sembra che il suo punto di riferimento assoluto sia José Mourinho. Perché? "Perché ho visto che una persona che praticamente non era mai stata un calciatore era riuscita a raggiungere i massimi livelli come allenatore. È stata sicuramente una fonte di ispirazione che mi ha convinto che fosse possibile dedicarmi al calcio anche senza essere stato un calciatore".

Il messaggio per Suzuki. E per il calcio italiano


A Cuesta viene anche chiesto un parere sul futuro di alcuni giocatori del Parma, Da Mateo Pellegrino a Zion Suzuki, uno dei portieri che l'Inter sta osservando per il dopo Yann Sommer:  S"ono giocatori di grande talento e il modo migliore per raggiungere gli obiettivi futuri è migliorare nel presente, quindi è questo che devono fare: concentrarsi sul presente". Infine, una riflessione sullo stato di salute del calcio italiano: "L'anno scorso ha raggiunto la finale di Champions League, due anni fa l'Atalanta ha vinto l'Europa League e la Fiorentina ha raggiunto la finale di Conference League, quindi il calcio italiano ha raggiunto le fasi finali delle competizioni europee ed è vero che ha caratteristiche diverse da quello spagnolo e inglese, ma in nessun caso minimizzerei il valore della Serie A perché ci sono squadre estremamente competitive non solo a livello nazionale, ma anche internazionale.”


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