D'Ambrosio, round di finanziamento da 2 milioni con Vidall
Se sul rettangolo di gioco sapeva disimpegnarsi con facilità in più ruoli, per la gioia dei suoi allenatori, Danilo D'Ambrosio dimostra di essere eclettico anche nel mondo degli affari e, soprattutto, di saperci fare come quando vestiva la maglia nerazzurra. In tal senso Vidall, start-up che opera come holding operativa di investimento, di cui D'Ambrosio e presidente del CDA, annuncia l'apertura di un round di finanziamento da 2 milioni di euro. L'operazione, la cui chiusura è fissata per il mese di luglio, fissa la valutazione pre-money della società a 6,405 milioni di euro, a fronte di una quota indicativa offerta in equity pari a circa il 24%. Questo nuovo aumento di capitale, rivolto a investitori qualificati e asset manager, segue il successo di un primo round "family and friends" chiuso a settembre per 1 milione di euro. Per l'attuale finestra di raccolta, il ticket d'ingresso minimo è stato fissato a 50.000 euro.
L'aumento di capitale avrà diverse finalità strategiche, tra cui il rafforzamento della struttura operativa interna, ma soprattutto l’avvio e la crescita accelerata dei veicoli di investimento (le startup partecipate e create in-house). A differenza dei tradizionali fondi di Venture Capital, Vidall non effettua investimenti passivi perché integra competenze, capitale ed execution. L’investimento in Vidall consente ai sottoscrittori di distribuire il capitale su più iniziative, abbassando il grado di rischio senza dipendere dal successo di una singola startup.
Operando in una vera e propria logica "Blue Ocean" (ovvero la creazione di uno spazio di mercato nuovo e incontestato, libero dalla concorrenza tradizionale), Vidall non si posiziona né come un semplice incubatore né come un puro fondo speculativo, ma introduce sul mercato italiano un "modello ibrido" altamente ingegnerizzato. La società agisce contemporaneamente come Venture Studio, creando progetti innovativi da zero con il controllo diretto dell'execution, e come Investment Holding, acquisendo quote strategiche in startup esterne già avviate e caratterizzate da un alto potenziale industriale e di scalabilità. Questo approccio operativo mitiga radicalmente il rischio per gli investitori. Infatti, a differenza di altri contesti in cui chi investe non ha un ruolo attivo sul progetto, i soci vengono selezionati in virtù delle loro competenze: una parte di loro partecipa attivamente all’operatività della holding, affiancando il management nella definizione delle linee strategiche delle business unit, con un approccio che riduce la dipendenza da risorse esterne, abbatte i costi di avviamento e accelera il go-to-market.
Un criterio di selezione preciso guida la costruzione del portafoglio: Vidall investe esclusivamente in progetti dotati di brevetti o di un’innovazione tecnologica brevettabile. In questi progetti la tecnologia non è un fine in sé, ma una leva abilitante applicata in modo diverso in funzione del modello di business, del settore e degli obiettivi di scalabilità, garantendo agli investitori un valore intrinseco tangibile e un forte vantaggio competitivo. Inoltre, la struttura di Vidall offre importanti leve fiscali per i propri investitori che, unite ai vantaggi della Participation Exemption (PEX), che assicura un'esenzione fino al 95% sulle plusvalenze generate in fase di exit per le partecipazioni detenute, rende ancora più attraente l’investimento nella holding per gli investitori qualificati.
"Il panorama della creazione d'impresa sta vivendo un'industrializzazione necessaria - commenta Massimo Mineo, CEO di Vidall -. Il modello ibrido che abbiamo ingegnerizzato ci permette di presidiare l'intero ciclo di vita delle nostre partecipate. Agendo come holding operativa abbattiamo i costi delle singole unit grazie a competenze condivise in-house, diversifichiamo il rischio su un portafoglio ampio e assicuriamo ai nostri investitori non solo una crescita industriale di reale valore, ma anche la massimizzazione dei benefici fiscali e operativi".
"Quando si investono risorse, specialmente se si tratta di capitali altrui, la responsabilità è doppia - aggiunge Danilo D'Ambrosio -. Il nostro ecosistema non si basa sull'inseguimento del facile profitto o del rischio spropositato, ma su regole serie, oculatezza e un'importante etica del business. Vogliamo intercettare bisogni latenti e trasformarli in imprese capaci di migliorare concretamente la vita delle persone, trasferendo nel mondo degli affari la stessa disciplina, determinazione e spirito di squadra che ho vissuto nello sport professionistico".