.

Dai duelli con Ronaldo a Perugia-Juve, Mazzantini: "Ad Appiano era uno show. Gaucci non voleva insinuazioni"

di Alessandro Cavasinni
Fonte: Gazzetta dello Sport

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, l'ex portiere nerazzurro Andrea Mazzantini ripercorre le tappe della sua carriera. "Per dieci anni mi sono tuffato a sinistra usando due mani, mai una. Nessuno si è mai chiesto perché".

Ecco, Andrea, perché?
"Colpa di Baggio. A causa di una sua finta mi ruppi la cuffia dei rotatori della spalla. Era il 27 ottobre 1993, Venezia-Juve di Coppa Italia. Fu la prima di undici operazioni. Ho giocato con lo sterno rotto, con una spalla a mezzo servizio e pure senza respirare. Successe durante un Fiorentina-Perugia in Serie A".

L’episodio che più la descrive?
"Perugia-Venezia, terzultima giornata in B, 1996. Allegri mi spiazzò su rigore all’ultimo minuto, ma a fine partita un energumeno si avvicinò a Fogli, il capitano, e gli diede un cazzotto. Reagii dandogliene altri. Era il capo dei celerini, presi quattro giornate".

Poi andò all’Inter. Come nacque l’affare?
"Ferruccio Mazzola parlò di me a Sandro. In quei due anni e mezzo mi sono allenato al massimo stimolando Pagliuca. Me l’ha sempre riconosciuto. Giocai solo quattro partite, tra cui un derby, ma ho avuto la fortuna di vedere un ufo: Ronaldo".

Ci racconti un aneddoto.
"Al quinto doppio passo lo mandavo a quel paese, ma una volta parai… al contrario, con la testa. “Ronie, ma vaff...”, gli dissi all’ennesima finta, dove lui rideva. Allora io mi gettai con la nuca sul pallone, stoppandolo. Quando provavano le punizioni era uno show, poi. “Se sbagliate restate nudi”. Una volta partì lo striptease: non segnò nessuno".

Chi la spinse ad andare a Perugia nel ‘99?
"Bergomi e Pagliuca. “Non sei un secondo”, dicevano. Scelsi il 35, Mazzone si stranì. ‘Ao’, sei un portiere. Devi gioca’ col numero uno…".

Il momento più bello in Umbria?
"Il 2-1 al Milan del 23 dicembre 2000. Gaucci ci invitò da lui a Capodanno, parlò di un grosso premio e alla fine niente, solo fuochi d’artificio..."

E quello più teso?
"La vigilia di Perugia-Juve, maggio 2000. L’anno prima eravamo stati l’ago della bilancia dello scudetto del Milan, Gaucci non voleva che si insinuasse chissà cosa. Quella settimana controllò tutto. C’erano spie, persone in incognito. Se avessimo perso ci avrebbe mandato in ritiro in Asia, ma parai di tutto. Prima di rientrare col diluvio, andai da Collina con un phon in mano. “Asciughiamo così?, dissi ridendo".


Altre notizie