De Laurentiis: "Bisogna ridurre il numero di squadre in A". Però nel 2024 il Napoli votò contro
Inevitabilmente la mancata qualificazione al Mondiale per l'Italia, sconfitta ieri sera nei playoff ai rigori dalla Bosnia, è una calamita per opinioni e commenti esterni. Tra questi l'intervento del presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, sulle frequenze di Radio CRC: "Trovare capri espiatori non serve a nulla, quando io accuso che nel calcio italiano sono anni che tutto è dormiente, e che nulla si sposta perché non spostando nulla tutti vivacchiano, io non sono uno che ama vivacchiare. Sono uno che ha una posizione per gli altri scomoda, quando appartieni al mondo dei giusti sei sempre scomodo per gli altri, è più facile stare nella poltrona dei non giusti".
"Bisogna poter dire: si gioca troppo, sono troppe 20 squadre, dobbiamo essere 16, dobbiamo dare due mesi di tempo alla Nazionale per allenarsi come si deve - ha proseguito De Laurentiis -. lo mi sono stancato di dover dire che metto a disposizione i miei giocatori: sono a disposizione se mi rimborsi una parte consistente di quello che investiamo nel calciatore stesso, se mi fai una assicurazione totale del suo valore in caso di infortunio che non me lo fa giocare per un periodo X, che divido per le giornate che mi mancano e mi vengono rimborsate. Questo deve essere chiarissimo, non possiamo giocare con i soldi degli altri".
Il momento non è tragico - aggiunge -, a condizione che tutti ne prendano coscienza e che si riparta da zero. Sedici squadre, meno partite, più tempo per la Nazionale, pagare i giocatori che vengono convocati, assicurazioni totali in caso di infortuni. Questa è la ripartenza dovuta. Malagò presidente FIGC? Non c’è bisogno che ne parli bene, è un amico di famiglia da sempre".
Riflessioni condivisibili, in particolare la necessità di ridurre il numero delle squadre in Serie A e, di conseguenza, il numero di partite. Però nel febbraio 2024, quando in Lega Serie A si votò per la riduzione da 20 a 18 squadre nel massimo campionato, gli unici 4 club a votare a favore furono Inter, Juventus, Milan e Roma. Non il Napoli, che evidentemente all'epoca non ne sentiva il bisogno...