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De Siervo: "Inter prima con 30 gol in più, vuol dire che i club di vertice..."

di Christian Liotta

Luigi De Siervo, amministratore delegato della Lega Calcio Serie A, parla nel corso de 'La Politica nel Pallone' su GR Parlamento facendo un bilancio consuntivo della stagione che va a chiudersi e che ha ancora tanti verdetti in sospeso: "È un campionato particolare, dove si sono scontrati i grandi trend tra chi cerca di giocare di più e chi punta di più al risultato. Affrontiamo una bellissima finale mercoledì all'Olimpico tra due grandi allenatori, il maestro Maurizio Sarri e l'allievo Cristian Chivu che in questo senso ha dimostrato di saper vincere alla prima occasione con una squadra che ha fatto 30 gol in più della seconda in classifica. Questo testimonia come anche al vertice del calcio italiano si predilige un sistema di gioco che va verso il trend dei grandi club internazionali". 

Sempre a proposito della finale di Coppa Italia, De Siervo parla delle numerose attività collaterali previste: "Avremo la visita delle due squadre dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il cui discorso è sempre di grande ispirazione, così come il Charity Dinner dove consegneremo un premio al Parma, società che si è contraddistinta per il fair play. Abbiamo cercato di spingere gli eventi paralleli, avremo un'opera monumentale firmata da Lorenzo Quinn che vuole rappresentare il messaggio di un calcio che unisce. La cerimonia sarà accattivante, torneranno i fuochi d'artificio e avremo l'inno cantato da Nek. Ci sarà anche un ricordo del doppio ex Sinisa Mihajlovic. Il treno arriverà con la Coppa e tutte le leggende, da Roberto Baggio a Christian Vieri e Marco Materazzi passando per Alessandro Del Piero e tanti doppi ex di Inter e Lazio. Vogliamo rendere l'evento un bellissimo spot della nostra capacità di fare spettacolo intorno al calcio e unire tutto il Paese". Ma quando e dove si giocherà la Supercoppa? "Tema complicato. Abbiamo dei contratti per i quali quest'anno non saremmo andati in Arabia Saudita, probabilmente ne parleremo in assemblea. C'è un'ipotesi Stati Uniti, un'altra internazionale ma non è da escludere un ritorno per un anno in Italia". 


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