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Di Carlo: "Debuttai a San Siro con l'Inter, io che sono tifoso nerazzurro"

di Christian Liotta

Non è mai troppo tardi. Chiedere per informazioni a Domenico Di Carlo, ex giocatore del Vicenza con un ricco passato anche da allenatore, che ai microfoni della Gazzetta dello Sport si racconta a tutto tondo rivivendo il momento del suo esordio nella massima serie, avvenuto a 31 anni. Una giornata per lui indubbiamente speciale, ancora di più se si pensa che quel giorno è arrivato in una gara contro quella che è la sua squadra del cuore: "Da giovane speravo di scalare le categorie più in fretta, ma poi ho capito che dovevo concentrarmi solo su me stesso. Quando con Renzo Ulivieri in panchina il Vicenza è stato promosso in B, ero davvero felice. Poi con Francesco Guidolin siamo arrivati in A. Da tifoso nerazzurro, ho debuttato proprio contro l’Inter a San Siro: avevo già 31 anni, ma non respiravo per l’emozione. Da allora mi sono goduto ogni partita. E ho apprezzato ancor di più la fortuna di trovarmi in una piazza fantastica: dirigenti capaci, tifosi meravigliosi".

La Coppa Italia fu il momento più bello? 
"Battemmo il Milan nei quarti dopo due partite di un’intensità incredibile. In finale perdemmo l’andata a Napoli e al ritorno vincemmo ai supplementari. Io e altri due compagni eravamo in dubbio per una contrattura: giocammo tutti senza problemi. L’adrenalina e la voglia di vincere quella partita furono la cura migliore".

Com’era quella Serie A?
"Troppo bella. Il livello era altissimo, c’erano sei o sette squadre che partivano per vincere lo scudetto. Tantissimi fuoriclasse, ne cito quattro: Ronaldo, Zidane, Totti e Del Piero. Quando li affrontavo l’obiettivo era anticiparli perché se entravano in possesso della palla diventava durissima fermarli. Cercavo di rallentarli, di umanizzarli. E dopo la partita, sotto la doccia, sentivo gocciolare anche la soddisfazione di aver dato tutto me stesso per giocarmela contro campioni eccezionali".


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