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Fabregas: "L'Arsenal può fare il Doblete o perdere tutto. Fallimento? No"

di Christian Liotta

Dopo vent'anni di assenza, l'Arsenal tornerà a giocarsi la possibilità di alzare la Champions League il prossimo 30 maggio nella finale di Budapest contro i campioni in carica del Paris Saint-Germain. Vent'anni fa, tra i protagonisti della finale del Parco dei Principi persa contro il Barcellona c'era anche Cesc Fabregas, che oggi, in occasione della conferenza stampa della vigilia della gara contro l'Hellas Verona, ricorda le emozioni vissute quella notte: "Quella sconfitta mi ha fatto imparare molto dopo. Allora avevo 19 anni, era la prima volta e dopo ci sarebbe stato il mio primo Mondiale. Quella partita sono andato via e ho detto: 'Wow, che soddisfazione giocare una finale di Champions. Sicuramente la vincerò perché sono giovane'. Passano gli anni e mi ritiro, è l'unica cosa che non ho vinto. Ci sono dei rimpianti, ti fa vedere che nel calcio - come nella vita - si deve lottare. Se aspetti troppo poi non arriva mai. Un ko che mi ha fatto imparare, anche se avrei preferito vincerla. Ma le sconfitte ti fanno crescere e migliorare".

Ma c'è un'analogia con la semifinale di Coppa Italia con l'Inter? "Niente è detto nel calcio, come nella vita. L'Arsenal può vincere il Doblete, ma può anche non vincere niente. Allora sarebbe un fallimento? Per una partita, un gol? Io non la vedo così. Per me loro stanno facendo una grandissima stagione, Mikel Arteta anche". Parole, queste ultime, che inevitabilmente fanno tornare con la mente alla fine della scorsa stagione dell'Inter e soprattutto a quali definizioni vennero maggiormente usare per definire quel finale amaro della squadra di Simone Inzaghi


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