Felipe Melo: "Il derby d'Italia di San Valentino lo vince la mia Inter. Chivu ha migliorato la squadra, Dimarco migliore d'Europa"
"Il derby d’Italia si gioca nel giorno di San Valentino, quindi per chi dovrei tifare? L’Inter è la mia squadra fin da bambino, ma ho grande rispetto per i bianconeri, dove ho giocato due anni e ho battuto anche i nerazzurri". Così Felipe Melo, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, infiamma le ultime ore prima del derby d'Italia.
Cosa le piace di Chivu?
"Il gioco. Ha aggiunto delle idee a una squadra già forte".
E dei singoli chi l’ha stregata di più?
"A oggi Dimarco è il miglior esterno d’Europa. Quando ero all’Inter si allenava con noi, era un ragazzino, sfornava cross a raffica per le punte dopo l’allenamento. E poi Zielinski: finalmente ha trovato continuità e i risultati si vedono. Con loro Chivu è stato top".
Come giudica l’inizio di stagione di Luis Henrique, brasiliano come lei?
"È normale faticare un po’ all’inizio, ma sta crescendo partita dopo partita. Vedremo altri gol".
Vede l’Inter migliorata rispetto all’anno scorso?
"Rispetto al Mondiale per Club è un’altra cosa, quello sì. Come le dicevo prima, non c’entra giocare bene o male, ma migliorare e aggiungere qualcosa in più. Chivu l’ha fatto".
Anche Spalletti con la Juve?
"Finalmente i bianconeri hanno trovato l’allenatore giusto, al Mondiale avevano faticato. Serviva uno così, di personalità e spessore. Sta valorizzando diversi singoli, da McKennie a Locatelli: è un fenomeno".
Il bianconero che la convince di più?
"Yildiz. Lui e Lautaro sono tra i migliori al mondo".
Il derby d’Italia a cui è più legato da giocatore?
"Ne scelgo uno per parte: con la Juve dico quello del dicembre 2009, vinto 2-1. Fui espulso per un contatto con Balotelli che in realtà neanche ci fu. Reagì come se l’avessi toccato. Con l’Inter scelgo quello del settembre 2016, di nuovo 2-1. Entrai nel secondo tempo".
In Champions ci sarà di nuovo Juve-Galatasaray, come nel 2013. Lei giocò titolare. Un flash da quella sfida di 13 anni fa?
"Mancini, che tra l’altro non capisco come mai non alleni in Italia, ci disse che se avessimo giocato al 100% saremmo passati noi. Ricordo la nevicata, il campo spalato solo da un alto e un terreno impraticabile. Il gol di Sneijder all’ultimo secondo e la rabbia di Conte. La Juve era forte, noi di più”.
Nel 2015 ha realizzato il sogno di giocare nell’Inter.
"Mancini mi chiamò in gran segreto dicendomi di non parlare con nessuno. Era impossibile dire di no, dovevo realizzare un sogno. A casa ho ancora la prima pagina della Gazzetta dopo un mio gol al Verona, quando andai a baciare mia moglie. Era il 2015, c’è scritto ‘fuga al bacio'".
Felipe, come finisce il derby d’Italia?
"Vince l’Inter perché gioca in casa".