Grassani: "Ecco le conseguenze per i club in caso di frode sportiva"
Intervenuto in collegamento con lo studio di DAZN per chiarire alcuni punti della vicenda che sta scuotendo il mondo arbitrale, l'avvocato Mattia Grassani si è così espresso: "La frode sportiva è un reato previsto dalla legge che punisce chi tenta di alterare le competizioni sportive in qualunque forma. In questo caso l'ipotesi contestata a Rocchi e Gervasoni è in concorso, ed è un reato severamente punito. L'associazione a delinquere è più grave perché stabile organizzazione finalizzata a una pluralità di reati ed è stabile nel corso del tempo. Le conseguenze per chi altera o tenta di alterare sono severissime dal punto di vista penale. Di base da 2 a 6 anni, si può arrivare fino a 9 anni. Da quanto emerge l'indagine penale ha come indagati Rocchi e Gervasoni. Non ci sono tesserati, dipendenti, dirigenti o club. Ritengo sia prematuro ipotizzare conseguenze ai club. Se sotto il profilo sportivo ci fossero responsabilità ci sarebbero conseguenze pesantissime: per i tesserati il minimo è 4 anni di squalifica. Per i club minimo 3 punti di penalizzazione e nel caso i cui ad aver agito per conto dei club fossero i legali rappresentanti la retrocessione all'ultimo posto in classifica".
Inattuabile lo spostamento dell'inchiesta solo perché il capo della Procura di Milano, Viola, pare sia interista: "La procura federale ieri ha chiesto gli atti alla procura della Repubblica di Milano e credo che dal punto di vista tempistica non indugerà ad approfondire anche il filone sportivo. La giustizia sportiva ha tempi più celeri rispetto a quella ordinaria. Il fascicolo va chiuso entro 60 giorni, prorogabile a 90 da quando viene aperto. Il trasferimento ad altra autorità giudiziaria è previsto solo in caso di gravi problemi ambientali in ambito locale. Se un procuratore capo, che non è il sostituto assignatario dell'indagine, possa avere simpatie per una o per l'altra squadra non rappresenta un'ipotesi tecnicamente percorribile ai fini di ottenere lo spostamento ad altre autorità giudiziaria".
Sull'eventuale tempistica delle penalizzazioni: "In forza del principio di affettività i club che dovessero essere sanzionati sconterebbero la penalizzazione in questo campionato. Le sanzioni possono essere irrogate o nel campionato in corso o al massimo in quello successivo, non potrebbero retroagire".
Infine, un confronto con quanto accaduto in passato: "Rispetto a Calciopoli 2006 ritengo che ricorrano tristi e sinistre modalità comuni ai due procedimenti. Ricordiamoci che per Calciopoli 2006 non ci furono calciatori indagati, non ci furono allenatori indagati, non fu accertata alla circolazione di denaro, ci fu un sistema, la cosiddetta cupola, che condizionava i designatori allora Bergamo e Pairetto, oggi Rocchi e Gervasoni, nella scelta degli arbitri da mandare a dirigere determinate gare. Il canovaccio purtroppo come modus si sta ripetendo e oggi noi ci troviamo di fronte a un panorama in cui la già in difficoltà classe arbitrale si trova decapitata del suo organo tecnico e del suo vice altrettanto importante, con una perdita di credibilità e un danno al sistema assolutamente rilevante".