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Hernanes: "A me piace Chivu, ma non sono d'accordo con lui: Inter-Juve non è una gara normale. Va oltre la matematica"

di Egle Patanè

Se dico Inter-Juve, qual è il suo primo ricordo? A rispondere è il profeta Hernanes, doppio ex delle due squadre che questa sera si sfideranno al Meazza. Il brasiliano, ripensando ai derby d'Italia giocati con una o con l'altra maglia, rimembra per primo una partita allo Stadium, dove l'ex centrocampista indossava ancora la maglia bianconera e dove il 40enne ha "quasi fatto gol con un tiro da fuori area ma all'ultimo l’ha deviata Handanovic. Se avessi segnato sarebbe stato un gol così bello che per festeggiare avrei fatto la capriola, perché per noi brasiliani festeggiare un gol, anche se giochi contro una tua ex squadra, non è un’offesa. Ma ora se ci ripenso dico: meno male che quella palla non è entrata. Altrimenti i tifosi interisti l’avrebbero presa troppo male. Invece posso dire che oggi ho un bellissimo legame con tutti i miei ex fan, compresi loro. Forse se avessi fatto quel gol si sarebbe frantumato il rapporto con gli interisti…" come ha raccontato alla Gazzetta dello Sport.

Come preparava un derby d'Italia, prima da giocatore dell'Inter e poi della Juve? 
"A livello di concentrazione non facevo niente di diverso rispetto alle altre partite. Quando ho iniziato a vivere i miei primi derby d’Italia avevo già un po’ d’esperienza. Avevo giocato tanti derby in Brasile e comunque per me quello più teso a livello emotivo è sempre stato quello di Roma".

Lei come si schiera: è una partita che vale tre punti e basta o anche qualcosina in più? 
"A me piace molto la comunicazione di Chivu ma su questo non sono d’accordo con lui. Recentemente ha detto che è una partita come le altre che porta tre punti e basta ma lo fa solo per smorzare un po’ la tensione... È chiaro che se in queste partite un giocatore fa bene, fa una grande prestazione o un gol cambia tutto. Lo status del calciatore e della squadra tutta se vince. Capisco quindi la strategia dell’allenatore dell’Inter ma non concordo. Non è mai una partita “normale”, va oltre i punti, oltre la matematica". 

Chi la vince che segnale manderebbe alla classifica? 
"L’Inter ha già mandato segnali molto chiari. E non avevo dubbi a riguardo: penso che sia la squadra più forte e che gioca il calcio migliore. È da un po’ che non riesce a vincere un big match, per questo la partita di oggi è come un ultimo test, un ultimo gradino da salire per mandare un messaggio definitivo del fatto che, per quanto riguarda lo scudetto, non ce n’è più per nessuno. Se invece la Juve riuscisse a vincere significherebbe che invece non è ancora finito niente, anzi. Fino ad ora, da un po’ di giornate, sembra che l’Inter difficilmente possa perdere questo campionato; ma se Spalletti dovesse uscire con i tre punti da San Siro… Forse tutto questo discorso non sarebbe più così scontato. In sostanza, chi ha più da perdere stasera è l’Inter". 

La Champions della prossima settimana rischia di essere motivo di distrazione? 
"L’Inter ha una rosa più profonda, può cambiare più giocatori pur mantenendo lo stesso livello, la Juve invece è meno attrezzata. Chivu può gestire meglio il doppio impegno importante ravvicinato, Spalletti un po’ meno visto chi ha a disposizione e vista anche la posizione di classifica con la Roma e il Como che comunque sono lì e aspettano un passo falso". 


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