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Hubner: "Io vicino all'Inter e il mio esordio contro i nerazzurri: ecco come andò. Pio Esposito? Fortissimo, ma..."

di FcInterNews Redazione

Dario Hubner si confessa alla Gazzetta dello Sport. "Mi piace l'Inter di Chivu, ma penso che un’esperienza sarebbe bella anche con Gasperini o Allegri, che ha tutto un modo suo di allenare - dice l'ex attaccante - Dove avrei giocato? Da simpatizzante dico Inter, mi sarei visto bene lì. A un certo punto della mia carriera, ci sono anche andato vicino: era l’estate del ’95, l’anno dell’arrivo di Moratti. Io giocavo a Cesena e mi volevano come terza punta. L’idea era che Marco Delvecchio passasse dal Venezia al Cesena, mentre io sarei andato a Milano. Ma la Roma si inserì nella trattativa e Delvecchio scelse i giallorossi. Così io rimasi a Cesena, lui andò a Roma e l’Inter alla fine prese Branca. Oggi come allora, avrei fatto fatica a trovare spazio: nelle gerarchie sarei stato dietro Pio Esposito (sorride, ndr)". 

Contro l'Inter a San Siro c'è stato anche il debutto in Serie A e il primo gol nel massimo campionato. "Sono entrato a San Siro all’una e mezza, 85mila persone, e ho segnato l’1-0. In campo non mi sono reso conto; dopo la doccia, prima di salire sul pullman, ho acceso una sigaretta e mi sono detto: 'Bravo Dario, dopo 15 anni hai segnato in A'. In realtà a rendere meno memorabile la mia serata fu la doppietta di Recoba. Per colpa sua perdemmo 2-1. Ogni volta che lo vedo, per prenderlo in giro, gli dico: 'In dieci anni all’Inter hai giocato tre partite, una di quelle contro di me. Ma non potevi stare in panchina?'".

In quella stessa gara esordì in A Ronaldo. "Io ho conosciuto tanti giocatori forti, direi i migliori di sempre, ma un unico fenomeno: Ronaldo. Una sola volta in 90 minuti provai a pressarlo: vidi che non aveva controllato bene la palla e andai per rubargliela. Appena mossi la gamba, lui era già un metro e mezzo avanti. Non posso spiegare quanto fosse forte, ma anche umanamente incredibile. Dopo la partita mi diede la maglia e io gli chiesi una foto".

Nell'intervista si parla anche di Pio Esposito. "Fortissimo, ma giovane. Un attaccante lo valuti davvero a 25 anni. Deve crescere, migliorare in questi cinque anni. Il giovane deve giocare e sbagliare".


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