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Inzaghi: "Sognavamo il Triplete. Accetto le critiche, ma rifarei tutto"

di Fabio Costantino

Che sia stato doloroso il finale della corsa stagione è ovvio, per tutto l'ambiente Inter, per i giocatori e per l'allenatore di allora, Simone Inzaghi. Proprio il tecnico piacentino è tornato a parlarne a quasi un anno di distanza nell'intervista concessa alla Gazzetta dello Sport, in cui ha affrontato diversi temi e ha spiegato cos'è successo in quell'epilogo da incubo, partendo da un bilancio complessivo: "In quattro anni ho vinto tanto e sono contento dei risultati. Non so se si potesse fare qualcosa in più però abbiamo raggiunto due finali di Champions League. Comunque accetto le critiche, purché riguardino me e non i calciatori: mi hanno sempre dato tutto quello che avevano. Non cambierei niente. Noi avevamo un sogno: il Triplete. Alla fine della stagione abbiamo pagato le 23 partite giocate in più rispetto al Napoli. Ma io rifarei tutto: l'Inter ha il dovere di competere a ogni livello. E poi le serate contro il Bayern e il Barcellona rimarranno nella mia mente più dei trofei. Sono state vittorie forse irripetibili".

Purtroppo dopo quelle serate indimenticabili è arrivata la finale contro il Paris Saint-Germain a Monaco di Baviera: "Siamo arrivati alla partita senza troppe energie, sia fisiche che mentali: non è una giustificazione ma un dato di fatto. La delusione per lo Scudetto perso ha pesato, minando l'autostima. Il Psg è una grande squadra, come abbiamo visto anche l'altra sera contro il Bayern: ha indirizzato la finale con due gol e sfruttato la migliore brillantezza, mentre noi abbiamo provato a reagire e ci siamo disuniti. Ci fa male ancora aver perso così ma non possiamo dimenticare ciò che era successo prima, in Europa".


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