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Klinsmann ripensa al grave infortunio del figlio: "Come camminare nella nebbia"

di Mattia Zangari

Ospite del podcast 'The Overlap', Jurgen Klinsmann ha ripensato al brutto incidente di gioco occorso, verso la fine di Palermo-Cesena, al figlio Jonathan che, a seguito di un duro scontro di gioco con Filippo Ranocchia, ha riportato una ferita lacero contusa alla testa ed un trauma cervicale: "Si è rotto il collo - ha raccontato l'ex attaccante dell'Inter -. La situazione è stata molto complicata: l’ospedale di Palermo ha detto: 'Non possiamo, è troppo complicato per noi. Non possiamo aiutarlo'. E' stato pazzesco. Quindi abbiamo dovuto organizzare un trasferimento medico per portarlo in Germania. Quindi lo hanno operato quattro giorni dopo, nella clinica universitaria di Heidelberg, una città vicina a Francoforte. Lo hanno salvato. E' stato in pericolo dal momento in cui è successo fino a quando hanno potuto fare l’intervento. È andato tutto benissimo, gli hanno messo quattro viti nel collo. Siamo molto riconoscenti ai medici e abbiamo pensato a Dio ogni secondo. Ma devo essere onesto, questa cosa mi ha completamente scosso per diverse settimane. Sono volato subito lì da lui, anche mia moglie è venuta, ed è stato come camminare nella nebbia. Non sono un medico e non posso conoscere la gravità di alcune cose, quindi non sapere cosa sarebbe accaduto per un certo periodo... Ieri, quando sono arrivato a Manchester, ho pensato: 'Bene, ora vedo chiaramente di nuovo'. Ora conosco i prossimi passi. Sarà una lunga strada di recupero, ma si riprenderà completamente al 100% e poi potrà fissare nuovi obiettivi. Ovviamente, vuole giocare un Mondiale. Aveva avuto un’opportunità con Mauricio (Pochettino, ct degli Stati Uniti, ndr), ma non è andata bene. Gli ho detto: 'Ascolta, guarirai completamente al 100%, le viti verranno rimosse dopo 6-9 mesi e guarirai. Poi sarà più una questione psicologica, ovviamente. Ma sei un ragazzo forte'. E lui mi ha detto: 'Lo farò, sai. Tornerò'". 


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