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L'ex arbitro De Meo sul 'Gioca Jouer': "Tutti sapevano, c'era malumore"

di Christian Liotta

È già passato agli annali come il 'Gioca Jouer', in omaggio al brano al quale è associato un celeberrimo ballo fatto di alcuni gesti indicati proprio nel testo della canzone, lanciato nel 1981 da Claudio Cecchetto: trattasi di un sistema di segnali e gesti ripetuti, decisi a tavolino nei raduni settimanali per suggerire ai varisti come comportarsi in determinate occasioni. Una prassi che tutti conoscevano nell'ambiente arbitrale, come rivelato dall'ex fischietto Pasquale De Meo, intervistato dall'AGI: "Erano gesti decisi nei raduni riservati degli arbitri che venivano stabiliti ogni settimana. Per esempio, uno era quello del 'sasso-carta-forbice'. Quella di fare dei gesti dalle vetrate era una consuetudine. Tutti sapevano e vivevano con malumore".

De Meo solleva poi un interrogativo pesante: "I VAR e gli AVAR sono designati proprio per essere autonomi: nessuno può intervenire dall’esterno. Perché in alcune partite scattava quel segnale e in altre no? In questo modo si finiva per falsare il campionato". Amara la chiosa di De Meo, che ha abbandonato il ruolo di arbitro tre anni fa: "Non ho nulla da festeggiare, ma sono contento che sia intervenuta una Procura ordinaria. Ci sarà un giudizio imparziale, da un organo davvero super partes, su quello che accadeva”.


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