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La remuntada al Groningen... e la manita di Bagni. Ferri: "Non fummo carini, ma reagimmo a delle provocazioni"

di Christian Liotta

Il programma di Premium Calcio ‘La Tribù del Calcio’ ricorda la storia di una delle tante rimonte storiche dell’Inter in Europa, forse una delle meno celebrate: quella che nell’edizione 1983-84 della Coppa Uefa permise ai nerazzurri di Gigi Radice di avere ragione degli olandesi del Groningen, un 5-1 col quale fu ribaltato lo 0-2 subito all’andata. Partita che venne giocata a Bari, per le intemperanze dei tifosi nella gara col Real Madrid della stagione precedente, e che l’Inter vinse trascinata dall’affetto del pubblico pugliese e pungolata a dovere dalle provocazioni del tecnico olandese Han Berger, che definì l’Inter “una squadra di Pellegrini” giocando col cognome del presidente che sarebbe arrivato.

Inevitabile pensare a lui quando l’Inter completò la remuntada; in modo particolare, fu Salvatore Bagni il più scatenato di tutti. Ricorda Riccardo Ferri: “Ad ogni gol andavamo ad esultare davanti alla panchina del Groningen, dopo il quinto gol di Aldo Serena Bagni si avvicinò e mostrò la mano aperta a indicare i cinque gol. Non fummo molto carini, però reagimmo ad una grossa provocazione”. 


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