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La Russa: "Lo Scudetto di cartone? Se ne arrivano altri li prendiamo"

di Christian Liotta

Ignazio La Russa, presidente del Senato e tifoso dell'Inter, ha raccontato come ha vissuto la gioia per il ventunesimo Scudetto dei nerazzurri intervistato ieri nel corso del programma di RAI Radio Uno 'Un Giorno da Pecora', incalzato dai conduttori Giorgio Lauro e Nancy Brilli: "Era una festa un po' scontata, gli avversari erano modesti e non abbiamo dovuto faticare in questo ultimo periodo. Dopo la vittoria con la Roma è stata tutta discesa, ci hanno tolto il gusto di affrontare avversari forti. Però è stata una bella festa, il campionato è stato divertentissimo per noi perché non dimentichiamo che arrivavamo da una sconfitta clamorosa. Le prime partite non erano andate molto bene, poi però è stato fatto un cammino importantissimo. Col Parma bastava un punto, le avversarie non avevano perso quindi si è perso un po' di pathos. Certo, quello di due anni fa con un San Siro per due terzi milanista fu una bella soddisfazione".

Ha festeggiato con la squadra allo Sheraton?
"Prima sono andato a casa per sentire i commenti, poi sono andato in hotel arrivando prima dei giocatori. Ho festeggiato con squadra, dirigenza e amici poi alle 2.30 sono andato a casa. I giocatori hanno fatto i cori, abbiamo mangiato del patanegra e io ho brindato con una birra. Penso che i giocatori avessero invece le bollicine". 

Chi è il personaggio simbolo di questa Inter?
"Il primo simbolo è Beppe Marotta, il presidente. Senza di lui il passaggio tra Simone Inzaghi e Cristian Chivu non sarebbe stato così semplice. Gli Scudetti li vincono giocatori e allenatore, ma senza una società in grado di farli vincere e di metterli nelle condizioni di battersi non c'è successo. Poi metto la squadra nel complesso, Cristian Chivu che è stato bravissimo, e infine Federico Dimarco che insieme ai capitani Lautaro Martinez e Nicolò Barella è il più interista di tutti". 

Dimarco però è un terzino sinistro...
"Sì, ma converge a destra. I gol li fa fare a destra, fa come Elly Schlein. È una battuta...".

Dumfries fa il terzino destro.
"Sì ma lui segna, non fa passaggi a sinistra".

Ha saltato al coro 'Chi non salta rossonero è'?
"Lo saltello ma non lo canto... Sono un interista isolato in famiglia, a parte i miei figli ho fratelli milanisti e nipoti milanisti e juventini tranne uno. Per questo voglio bene a juventini e milanisti".

Ha mandato messaggi di sfottò?
"No, non mi piace prendere in giro gli altri. Mi prendo le gioie da solo".

Sa che c'è ancora quel calcolo sullo Scudetto di cartone?
"Se ne arrivano altri di cartone ce li prendiamo, prendiamo tutto".

Non ha paura che l'inchiesta sugli arbitri possa inficiare questa festa?
"A Bologna pare che ci avessero mandato un arbitro amico e abbiamo perso 3-0, come possiamo avere arbitri nemici così vinciamo?".

Quale giocatore comprerebbe per l'Inter?
"Maignan, il portiere del Milan. Tanto loro che se ne fanno, non vincono lo stesso...".

Le piace fare più il presidente del Senato o dell'Inter Club Parlamento?
"Quando sono stato votato, anche da senatori di sinistra, mi chiesero se dovessi dimettermi da presidente del club. Risposi che se avessi dovuto scegliere mi sarei dimesso dal presidente del Senato".

Vuole più bene a Lautaro o a Giorgia Meloni?
"Alla Meloni, perché ha l'affetto del 60% degli interisti mentre Lautaro ha l'affetto al 100% degli interisti".


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