La Serie A ancora contro la pirateria, scoppia lo scontro con Cloudflare. De Siervo: "Nessuno è sopra la legge"
Continua l'agguerrita lotta alla pirateria portata avanti dalla Lega Calcio Serie A. L'ultimo degli eventi che riguardano l'argomento in questione riguarda l'amministratore delegato della Lega Serie A, Luigi De Siervo e il colosso statunitense Cloudflare, multato dall'Agcom per non aver adeguato il servizio erogato in maniera tale da contrastare la diffusione di contenuti pirata. Multa che ha innescato la risposta del CEO di Cloudflare, Matthew Prince che ha anche minacciato possibili stop agli investimenti e ai servizi resi disponibili sul mercato italiano.
De Siervo, intervistato da Il Sole 24 Ore, ha risposto per le rime allo statunitense: "Ho visto solo molta aggressività e un senso di superiorità rispetto a un sistema di regole europee. Nessuna azienda può pensare di essere al di sopra delle leggi. Quando si parla di infrastrutture digitali si tende a confondere il ruolo neutrale della tecnologia con l’uso che se ne fa. Qui non si chiede a nessuno di censurare contenuti, ma semplicemente di impedire che determinate infrastrutture tecniche siano utilizzate per consentire o facilitare attività illegali. Evocare ritorsioni o vendette non aiuta il confronto, anzi dà la misura di un approccio arrogante" ha detto De Siervo.
"La pirateria online è un’industria che vale miliardi di dollari - ha continuato -. Contrastarla non ha nulla a che vedere con la libertà di parola o con questioni geopolitiche: riguarda solo profitti enormi costruiti sull’illegalità. Come prova la piena collaborazione di molti altri fornitori di infrastrutture, bloccare i flussi illegali in modo rapido e mirato è possibile. Serve però collaborazione. Stiamo inviando oltre duemila lettere in cui chiediamo mille euro a chi è stato identificato dalla Guardia di Finanza come utilizzatore di piattaforme illegali. Lo riteniamo un passaggio necessario per far capire che non esistono più zone grigie. C’è ancora l’illusione di essere invisibili, ma ogni violazione digitale lascia tracce precise e indelebili. Ma invece anche a distanza di anni, quelle tracce possono essere ricostruite e portare a una sanzione. Ogni volta che si compie una transazione illegale online si consegnano i propri dati a circuiti opachi, che possono usarli o rivenderli".
"I numeri ci dicono che la tendenza si è invertita. Questa stagione gli abbonati di DAZN stanno crescendo a doppia cifra e l’audience della Serie A è aumentata tra il 15% e il 20%. La stessa pirateria ci dimostra che il nostro è un prodotto di valore, se non si punterebbe all’illegalità per un prodotto che non vale il rischio. Quando si rende difficile l’illegalità, una parte consistente degli utenti torna nei canali regolari".