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Leo chiude: "La mia sfida è il PSG. Se mi cacciano..."

di Daniele Alfieri

Dopo la vittoria per 3-1 sul Brest, match 37 di una Ligue 1 già messa in cassaforte la settimana scorsa, torna a parlare il direttore sportivo del PSG Leonardo e lo fa escludendo categoricamente un addio da Parigi: "Io qui mi sento felice - confessa il brasiliano ai microfoni del Le Parisien, come raccolto da FcInterNews.it -. Mi ricordo ancora quando abbiamo iniziato. Quando sono arrivato il progetto era enorme, ma abbiamo lavorato molto in fretta. A volte forse i miei modi sono stati un po' troppo 'aggressivi', ma soltanto perché sto sempre in prima linea e lì può esserci davvero tanta tensione. Posso aver commesso degli errori, ma ho sempre pensato che dovevamo spingere sull'acceleratore per raggiungere i nostri obiettivi il più in fretta possibile. Forse se non fossimo stati così rapidi, oggi non saremmo campioni".

Si parla sempre di una sua possibile partenza, con l'Inter pronta ad offrirgli un posto nella dirigenza: "È impossibile che io mi separi dal PSG - spiega l'ex tecnico nerazzurro -. Ormai questo club fa parte di me. La sfida, ormai l'ho fatta mia. Ci penso 24 ore su 24. Penso solo a questo. Quando il Qatar ha acquistato il club, sono io che ho fatto la scelta. Oggi, ho sempre voglia di lavorare qui. Ancelotti? Se venissero da me il Barcellona o il Real, io resterei qui. La tentazione c'è sempre, ma qui si parla di una sfida che non esiste in altre squadre. Poi, se sarò licenziato... sarò licenziato".

Tra le cause di un eventuale addio potrebbe esserci la possibile squalifica di un anno dovuta alla spinta all'arbitro Alexandre Castro, nel post di PSG-Valenciennes: "Vedremo cosà si deciderà il 30 maggio. A volte ci sono cose che vengono totalmente travisate". Nessun dubbio quindi da parte di Leo, il suo futuro è a Parigi: "Ma c'è ancora tanto da migliorare, non siamo ancora un top club. Abbiamo grandi giocatori, senza un paio di elementi non saremmo campioni. Ma serve complementarità fra queste due cose. Non siamo ancora un top club nel rapporto con le istituzioni, a livello di comunicazione, di strutture e neppure a livello sportivo".


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