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Lotito: "Tante squadre in A senza requisiti, sono tecnicamente fallite eppure vincono i campionati"

di Christian Liotta
Fonte: Lalaziosiamonoi.it
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Parlando agli studenti del corso per Team Manager organizzato dall'Associazione Sportiva LUISS, Claudio Lotito, presidente della Lazio, ha lanciato una nuova invettiva contro le squadre gestite da fondi di investimento e contro le loro logiche: "Tutte queste società che spendono e spandono, sono sostenute da fondi, ma non hanno un equilibrio economico. Tante squadre oggi che militano in Serie A non avevano i requisiti per iscriversi al campionato. Ma come fai a eliminare certe squadre blasonate? Serve coraggio e non tutti ce l’hanno. Io sono presidente da 19 anni e non ho mai percepito nemmeno lo stipendio. Poi la Consob mi ha costretto e me lo sono dovuto mettere. Io non ho uno scontrino che è stato scaricato nella Lazio, né una macchina e né un autista. Non sono un presidente osannato, ma sono il più longevo, vent’anni. Poi ho detto sempre a tutti che lascerò la società a mio figlio, ho intenzione di preservarla, mantenerla e tramandarla. Le società che sono fallite sono le stesse del passato. Avere il coraggio e la determinazione per preservare il patrimonio della società è fondamentale. Io nelle mie aziende non ho mai cambiato la sede sociale".

Lotito tocca anche il tema della sosteniblità dei club: "Se hai un bilancio dove utilizzi la cassa per patrimonializzare le strutture ti si abbassa l’indice di liquidità. Così obblighi le società a ripianare con soldi propri nonostante sia una società sana perché investe nelle strutture. Dall’altra parte invece le società tramite bond ripianano i bilanci, non investono nelle strutture e sono tecnicamente delle società fallite, eppure vincono i campionati. Se metti dei parametri devono valere per tutti, senza scappatoie che ti fanno aggirare questi parametri. Il tifoso è stato educato a vincere a qualsiasi costo, invece bisogna vincere se lo meriti. Come mai in Italia sono rimasti solo fondi? C’è qualcosa che non funziona, siamo rimasti io e Aurelio De Laurentiis, la Juve è in Exor che sta in Olanda, poi ci sono Cagliari e Torino. Ormai siamo rimasti in 4-5, questa situazione va valutata. Questo non è più il calcio italiano, sono tutti americani. Siamo rimasti io, Aurelio, Cairo, Giulini e Pozzo, anche se non mi sembra che il livello sia così”.


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