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Lukaku: "L'Inter ha davvero meritato lo Scudetto, è stata più forte"

di Christian Liotta

Dopo aver parlato in zona mista a margine della festa dei 30 anni della sua agenzia di procura gestita da Federico Pastorello, Romelu Lukaku si è fermato per un'intervista anche ai microfoni di Sky Sport tornando a parlare del flop dell'Italia che non prenderà parte ai Mondiali per la terza edizione consecutiva: "C'è tanta gente che parla della situazione della nazionale italiana, giocando in Italia Io voglio competere con la nazionale italiana perché ha fatto la storia del calcio. Per noi che vogliamo competere contro le nazionali più forti e un peccato che loro non siano al mondiale. Però sono sicuro che in futuro si troverà la soluzione per la nazionale e sicuramente rientrerete nel top del mondo".

L'analisi del campionato di Big Rom


Sul campionato appena concluso l'ex interista aggiunge: "Per il Napoli era molto importante chiudere la stagione tra le prime quattro. Siamo arrivati secondi, sicuramente volevamo competere per vincere lo scudetto, ma merito all'Inter che è stata più forte mi ha veramente meritato di vincere il campionato. Sono contento per la Roma in Champions, soprattutto per i loro tifosi. In Serie A bisogna rimanere concentrati fino alla fine, due big non sono riuscite a qualificarsi alla Champions. Peccato per loro ma le altre hanno meritato di esserci".

Il futuro si chiama Mondiale


Quale sarà il futuro di Lukaku? "Dopo il mondiale ho ancora un anno di contratto con il Napoli, dove sono molto contento perché mi hanno dato l'opportunità di dimostrare che non ero morto. Di questo ringrazierò sempre il mister per primo e la società per la fiducia. Adesso devo concentrarmi sulla Nazionale e poi vedremo la prossima stagione. La gente dice tante cose ma io sono molto contento dove sto e sono orgoglioso di essere un giocatore del Napoli".

Amici come prima


Chiosa sul rapporto con Antonio Conte: "Tutto come prima. Ci siamo parlati prima che io tornassi in Belgio, lui ha capito la mia situazione, per me era difficile non essere capace fisicamente di aiutare la squadra. Lui mi ha detto che non mi vedeva come prima. Siamo stati onesti tra di noi. Lo ringrazierò sempre, non ho nulla di male da dire sul suo conto, ha creato lui quel giocatore che sono oggi. Spero che in futuro se avrà bisogno di me mi possa chiamare".


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